{"id":7140,"date":"2013-12-13T08:33:22","date_gmt":"2013-12-13T07:33:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.trivigante.it\/public\/tregenda\/?p=7140"},"modified":"2013-12-15T09:53:24","modified_gmt":"2013-12-15T08:53:24","slug":"due-parole-sulla-morte-di-mandela-ovviamente-polemiche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.trivigante.it\/public\/tregenda\/2013\/12\/due-parole-sulla-morte-di-mandela-ovviamente-polemiche\/","title":{"rendered":"due parole sulla morte di Mandela (ovviamente polemiche)"},"content":{"rendered":"<p>Ne cito provocatoriamente solo uno per tutti:<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\u00ab<em>Dobbiamo essere grati a Mandela perch\u00e9 ha segnato come pochi la storia del secolo scorso con il coraggio e la determinazione delle persone libere e con la forza della non violenza<\/em>\u00bb (Matteo Renzi)<\/p>\n<p>Ma potrebbe essere Obama, Cameron, Letta o chiunque altro in questi giorni.<\/p>\n<p><em>Nonviolenza<\/em>? Ma che cazzo dite?<br \/>\nDelle due l&#8217;una: o celebriamo una persona, tutta intera, o celebriamo una figurina, da attaccare nel grande album dell&#8217;irrealt\u00e0.<br \/>\nNon che Mandela non abbia meriti grandissimi, sia chiaro: prima di tutto si fece ventisette anni in carcere a causa di un regime allucinante, poi ricompose un paese disastrato, gest\u00ec una transizione difficilissima inventandosi la Commissione per la Riconciliazione &#8211; che era una cosa serissima, non una fandonia all&#8217;italiana per far scendere il sipario &#8211; e, tutto sommato, con la sua presidenza riusc\u00ec a portare il Sudafrica fuori da un pelago alquanto pericoloso.<br \/>\nMa Mandela era un duro, ai tempi girava con un pistolone lungo tanto e non era certo uno che ci pensava due volte.<br \/>\nQuando nel 1961 contribu\u00ec a fondare l&#8217;MK, l&#8217;ala militare dell&#8217;ANC, sostenne con forza l&#8217;istituzione di campi militari di addestramento alla guerriglia e al sabotaggio, perch\u00e9 in certe situazioni la lotta dev&#8217;essere lotta (anche) fisica. Quando gli offrirono, decenni dopo, la possibilit\u00e0 di uscire dal carcere in cambio della rinuncia alla lotta armata lui rispose: \u00ab<em>le belle balle<\/em>\u00bb (pi\u00f9 o meno, non tutti gli storici sono concordi sulla citazione). Di sicuro, proponeva azioni \u00ab<em>tra l&#8217;incudine delle azioni di massa e il martello della lotta armata<\/em>\u00bb, sempre lui nel 1980.<\/p>\n<p>Ora: senza entrare nemmeno nel merito della cosa, lotta armata piuttosto che azione politica, ognuno si gestisca le proprie preferenze (io andai a Soweto sull&#8217;onda dell&#8217;entusiasmo del tempo, quindi sono partecipe), \u00e8 un fatto che dalla met\u00e0 degli anni Ottanta Mandela rappresenta un simbolo e come tale \u00e8 celebrato a prescindere dalla concatenazione di avvenimenti reali e senza tenere conto delle situazioni effettive, che come sempre sono un pochino pi\u00f9 complesse delle semplificazioni celebrative. Va bene cos\u00ec, basta esserne coscienti, stiamo celebrando un concetto che chiamiamo \u00ab<em>Mandela<\/em>\u00bb cos\u00ec come potremmo celebrare &#8211; o celebriamo gi\u00e0 &#8211; Ges\u00f9, Goldrake, Kennedy, Madre Teresa di Calcutta, Gandhi, Johnny Appleseed, Lincoln, Machiavelli, Cattaneo e cos\u00ec via. Nessuno se ne abbia, sono tutte figure attualmente mitologiche che poco hanno a che vedere con delle persone reali. Probabilmente \u00e8 opportuno rivelare un paio di segreti a questo proposito: Gandhi era un tipetto davvero aggressivo e Madre Teresa di Calcutta aveva la stessa idea di carit\u00e0 di un predicatore televisivo americano con tre <em>cadillacs<\/em> nella rimessa.<\/p>\n<p>A questo punto, date le premesse, vorrei celebrare anche de Klerk che, pi\u00f9 di Mandela e di chiunque altro, contribu\u00ec fattivamente alla caduta del regime dell&#8217;<em>apartheid<\/em>, legalizzando l&#8217;ANC, il SACP, il PAC, aprendo i negoziati e terminando la segregazione. Il tutto contro i propri interessi di <em>afrikaans<\/em> e di <em>leader<\/em> di partito, aveva solo da perdere e cos\u00ec fu, in termini di potere, di <em>status<\/em> ed elettorali. Ma lo fece lo stesso, si guadagn\u00f2 il nobel in coabitazione con il simbolo contrapposto, Mandela appunto, e lasci\u00f2 libero il campo quando fu travolto dalle elezioni libere del 1994, come aveva facilmente previsto e com&#8217;era ovvio. E sono del tutto condivisibili le sue critiche recenti allo stato di cose attuale in Sudafrica, retto da un ANC devastato da criminali, imbecilli, incapaci di cui Zuma \u00e8 il pi\u00f9 cane di tutti (gi\u00e0 ne dissi, <a href=\"http:\/\/www.trivigante.it\/public\/tregenda\/?p=2299\" target=\"_blank\">qui<\/a> e <a href=\"http:\/\/www.trivigante.it\/public\/tregenda\/?p=4952\" target=\"_blank\">qui<\/a>).<\/p>\n<p>Viva Mandela, dunque, ovvero Nelson Rolihlahla Mandela, la persona e non la figurina, cui sono grato, e molto, ma non per le ragioni di Renzi e compagnia bella. Ci dedico allora,\u00a0a lui e de Klerk, una canzone che ha segnato il mio essere pischello &#8211; nel 1984 fu il primo quarantacinque giri che mi comprai nella mia vita &#8211; <em>Scatterlings of Africa<\/em> di Johnny Clegg &amp; Savuka:<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><iframe loading=\"lazy\" src=\"\/\/www.youtube.com\/embed\/E3bTbiay9qI\" height=\"420\" width=\"560\" allowfullscreen=\"\" frameborder=\"0\"><\/iframe><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ne cito provocatoriamente solo uno per tutti: \u00abDobbiamo essere grati a Mandela perch\u00e9 ha segnato come pochi la storia del secolo scorso con il coraggio e la determinazione delle persone libere e con la forza della non violenza\u00bb (Matteo Renzi) Ma potrebbe essere Obama, Cameron, Letta o chiunque altro in questi giorni. Nonviolenza? 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