{"id":6297,"date":"2011-08-15T09:55:59","date_gmt":"2011-08-15T07:55:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.trivigante.it\/public\/tregenda\/?p=6297"},"modified":"2025-12-05T17:08:13","modified_gmt":"2025-12-05T16:08:13","slug":"che-dittatura-lestate","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.trivigante.it\/public\/tregenda\/2011\/08\/che-dittatura-lestate\/","title":{"rendered":"che dittatura, l&#8217;estate"},"content":{"rendered":"\n<p><span style=\"color: #800000;\">Francesco Piccolo<\/span> ha scritto per il domenicale del Sole <a href=\"http:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/cultura\/2011-08-14\/dittatura-estate-081805.shtml?uuid=AatsNCwD\" target=\"_blank\">un pezzo semiserio sull&#8217;estate<\/a> che io, qui e ora, sottoscrivo in ogni sua virgola. Eccolo:<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"234\" height=\"215\" src=\"http:\/\/www.trivigante.it\/public\/tregenda\/wp-content\/uploads\/2011\/08\/ombrelone.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-6298\" title=\"ombrelone\" srcset=\"https:\/\/www.trivigante.it\/public\/tregenda\/wp-content\/uploads\/2011\/08\/ombrelone.jpg 234w, https:\/\/www.trivigante.it\/public\/tregenda\/wp-content\/uploads\/2011\/08\/ombrelone-200x183.jpg 200w\" sizes=\"auto, (max-width: 234px) 100vw, 234px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>In estate si parla soprattutto d&#8217;estate. Ci si prepara qualche tempo prima, e il segnale \u00e8 quando alla fine della primavera qualcuno ti chiede: che farai questa estate? Da quel momento in poi, si apre una voragine di domande e risposte. Poi arriva l&#8217;estate, in cui si fa quello che si \u00e8 annunciato a centinaia di persone che te l&#8217;hanno chiesto. E infine c&#8217;\u00e8 il ritorno a casa, con le domande che ti aspettano gi\u00e0 al casello dell&#8217;autostrada: com&#8217;\u00e8 andata questa estate? E si mettono in attesa di racconti dettagliati, ma soprattutto non vedono l&#8217;ora che tu dica: e a te? Per farti racconti dettagliatissimi.<br>\nL&#8217;umanit\u00e0 si pu\u00f2 catalogare in molti modi, ai quali si pu\u00f2 aggiungere il seguente: quelli che non vedono l&#8217;ora che arrivi l&#8217;estate, quelli che non vedono l&#8217;ora che finisca l&#8217;estate. Le due specie umane divise secondo tale criterio, si differenziano per un sentimento del tempo elementare: la prima ritiene che l&#8217;estate finisca troppo presto; la seconda ritiene che l&#8217;estate non finisca mai. Questi ultimi sono di meno, ma ci sono. Sono di meno, ma sono di pi\u00f9 di quanti ne vengano censiti, perch\u00e9 si vergognano di esprimere il loro sentimento di impazienza, di noia. Si nascondono, come quelli che agli exit poll si vergognano di dire chi hanno votato per davvero, e rispondono ci\u00f2 che immaginano faccia piacere agli altri. E infatti, quando qualcuno dice loro: quant&#8217;\u00e8 bella l&#8217;estate, vero? Vorrebbero rispondere no, e rispondono s\u00ec.<br>\nIo faccio parte della seconda specie. Mi sono vergognato di dirlo per tanti anni, ma poi alla fine ho cominciato timidamente a fare accenni a una certa insofferenza, a un dispiacere. Questo non ha determinato nulla nella mia vita: perch\u00e9 i molti che amano l&#8217;estate non prendono minimamente in considerazione la possibilit\u00e0 che si possa pensare il contrario. Se lo dici, non ti ascoltano, o ridono e ti battono la mano sulla spalla per dire: stai scherzando. Cos\u00ec, da quando ho coscienza di far parte della seconda specie, non \u00e8 cambiato nulla nella sostanza: dico cosa far\u00f2 questa estate, passo l&#8217;intera estate da qualche parte al mare o in montagna, racconto cosa ho fatto questa estate, finisco perfino per mostrare le foto, se mi chiedono con insistenza di vedere le foto. Solo, che non sono contento.<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<p>A noi che non amiamo l&#8217;estate, sembra che il tempo di agosto duri circa otto mesi. Ci piace andare al mare. Il primo giorno, un po&#8217; anche il secondo. Poi, basta. Perch\u00e9 in fondo, quando vai al mare, anche quando \u00e8 un mare bellissimo come c&#8217;\u00e8 in molte coste italiane, pi\u00f9 che altro puoi farti il bagno. E poi? E quanto pu\u00f2 durare un bagno? Facciamo mezz&#8217;ora, per esagerare.<br> No, facciamo di pi\u00f9: un&#8217;ora. E poi? Tutto il resto del tempo? Tutto il resto delle vacanze? Puoi fare soltanto altri bagni. Uguali. Ci\u00f2 che rimane \u00e8 disagio. Calore, sudore, scomodit\u00e0, prestazioni, sabbia che si infila da tutte le parti o scogli che ti sfregiano per tutta la vita. In estate, poi, devi essere tu, ma migliore: pi\u00f9 simpatico, pi\u00f9 disponibile, pi\u00f9 spensierato, pi\u00f9 folle. Qualsiasi stupidaggine si faccia, ti guardano negli occhi e ti dicono: vabbe&#8217;, dai, siamo in vacanza\u2026 I giornali non si riescono a leggere; i libri si inumidiscono e si gonfiano. Poi ci sono quelli che non si possono nemmeno guardare perch\u00e9 appena usciti dal mare, completamente bagnati, si rotolano nella sabbia, e fino a quando non si vanno a risciacquare sto malissimo; e gli altri che se va un granello di sabbia sul telo urlano contro chiunque e stanno un&#8217;ora e mezza a sbatterlo e un&#8217;altra ora e mezza a distenderlo a terra allungando tutti gli angoli &#8211; inutilmente, tra l&#8217;altro. E alla fine c&#8217;\u00e8 ogni volta qualcuno che, se viene il tempo brutto e le nuvole coprono il sole, dice: \u00ab<em>lo sapete che cos\u00ec ci si abbronza di pi\u00f9?<\/em>\u00bb. E non ho mai capito chi \u00e8 che ha messo in giro questa storia, e perch\u00e9 la gente ci crede e la ripete, e perch\u00e9 poi se ci crede fino in fondo non ci va in inverno al mare, invece che in estate. E poi gli altri ti chiedono continuamente di andare a fare il bagno, insistono, e anche se dici \u00ab<em>ho mangiato, non posso<\/em>\u00bb, pare non sia pi\u00f9 valido, eppure era bello quando da bambini ci dicevano che potevamo fare il bagno soltanto tre ore dopo averci lasciato mangiato non pi\u00f9 di mezza pizzetta (\u00ab<em>senn\u00f2 muori<\/em>\u00bb). E gli ultimi cinque minuti li passavamo attorno all&#8217;orologio per aspettare che scoccasse la fine della terza ora e poi tuffarci in acqua, perch\u00e9 se ti tuffavi trenta secondi prima si bloccava la digestione e morivi. Adesso invece ti dicono che il bagno si pu\u00f2 fare e non ti succede niente; ma tanto dicono addirittura che se i bambini mangiano le cose raccolte a terra, fanno bene, perch\u00e9 formano anticorpi. E tu non sai se devi addirittura dire a tuo figlio: guarda cosa c&#8217;\u00e8 l\u00ec a terra, perch\u00e9 non la mangi?<br> Per quanto mi riguarda, passo tutta l&#8217;estate a sorridere a tutti per mostrare soddisfazione, perch\u00e9 gli altri sono felici se tu sei felice, in vacanza. Per\u00f2 nel mio intimo, passo tutta l&#8217;estate ad aspettare l&#8217;inverno. Sogno che venga buio presto, ripasso nella mente tutti i maglioni che ho, mi viene l&#8217;acquolina in bocca ripensando alle minestre, al brodo. Cerco di riprovare con l&#8217;autoipnosi quella sensazione di stare con la fronte appoggiata alla finestra mentre fuori c&#8217;\u00e8 il diluvio, o il gesto di chiudersi il cappotto appena oltrepassato il portone di casa.<br> Passo tutta l&#8217;estate ad aspettare che arrivi l&#8217;inverno.<br> Non che ci si possa liberare alla dittatura di agosto; anche se gli esseri umani della specie che non ama l&#8217;estate, si pongono domande molto molto profonde, tipo: ma chi sar\u00e0 stato il primo a decidere che bisognava andare in vacanza ad agosto? Attraverso quale processo evolutivo di questo primo atto si \u00e8 arrivati all&#8217;ombrellone e alle sdraio? Cosa si pensa davvero di ottenere scappando per qualche settimana dalla propria esistenza?<br> \u00ab<em>Anche se cambio luogo &#8211; anche se cambiassi mondo -, mi ritrovo sempre con me, con il solito me stesso<\/em>\u00bb, diceva Cioran. E lui, almeno, si ritrovava con Cioran.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Francesco Piccolo ha scritto per il domenicale del Sole un pezzo semiserio sull&#8217;estate che io, qui e ora, sottoscrivo in ogni sua virgola. Eccolo: In estate si parla soprattutto d&#8217;estate. Ci si prepara qualche tempo prima, e il segnale \u00e8 quando alla fine della primavera qualcuno ti chiede: che farai questa estate? 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