{"id":5690,"date":"2011-02-01T09:58:22","date_gmt":"2011-02-01T08:58:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.trivigante.it\/public\/tregenda\/?p=5690"},"modified":"2025-12-05T18:35:50","modified_gmt":"2025-12-05T17:35:50","slug":"sei-considerazioni-sugli-stati-uniti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.trivigante.it\/public\/tregenda\/2011\/02\/sei-considerazioni-sugli-stati-uniti\/","title":{"rendered":"sei considerazioni sugli stati uniti"},"content":{"rendered":"\n<p>Nel 1961 De Laurentiis sped\u00ec il giovane <span style=\"color: #800000;\">Goffredo Parise<\/span> negli Stati Uniti, con l&#8217;incarico di procurargli un soggetto cinematografico.&nbsp;Parise non torn\u00f2 con un&#8217;idea per un film ma fece quello che sapeva fare meglio: il <em>reportage <\/em>di viaggio.<br>\nEra l&#8217;inizio degli anni Sessanta e degli Stati Uniti circolava un&#8217;immagine piuttosto oleografica e poco distinta, Kennedy era appena stato eletto, la baia dei Porci era dietro l&#8217;angolo e da noi si vedeva<em> &#8220;La battaglia di Alamo&#8221;<\/em> di John Wayne. Un po&#8217; poco per capire davvero.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"450\" height=\"360\" src=\"http:\/\/www.trivigante.it\/public\/tregenda\/wp-content\/uploads\/2011\/02\/parise_guttuso.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5692\" title=\"parise_guttuso\" srcset=\"https:\/\/www.trivigante.it\/public\/tregenda\/wp-content\/uploads\/2011\/02\/parise_guttuso.jpg 450w, https:\/\/www.trivigante.it\/public\/tregenda\/wp-content\/uploads\/2011\/02\/parise_guttuso-200x160.jpg 200w\" sizes=\"auto, (max-width: 450px) 100vw, 450px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Parise rimase molto colpito da quel viaggio, parl\u00f2 di uno <em>&#8220;choc conoscitivo&#8221;<\/em>, e scrisse alcuni articoli al riguardo, rivolti ai lettori italiani che cos\u00ec poco conoscevano del paese che &#8211; Parise gi\u00e0 lo intuiva chiaramente &#8211; avrebbe radicalmente condizionato la vita culturale e politica di tutti noi. Non era cos\u00ec evidente, allora. Parise, che era capace del miracolo dell&#8217;analisi e della sintesi, scrisse un breve prologo nel quale anticipava i temi che avrebbe poi trattato negli articoli: l&#8217;<em>horror vacui<\/em>, la pornografia, la selezione naturale, il consumo, quel che resta dell&#8217;arte figurativa, la nuova cultura popolare americana. Gli elementi, cio\u00e8, pi\u00f9 interessanti per un europeo in trasferta.<\/p>\n\n\n\n<p>Come promesso nel titolo del post, Parise fece nel prologo sei considerazioni sintetiche sugli aspetti degli americani che colpiscono di pi\u00f9 un europeo per differenza. Considerazioni che valgono, da sole, molto pi\u00f9 di qualsiasi summa di Furio Colombo. Le riporto, perch\u00e9 rivelatorie ancora oggi, oltre che illuminanti allora.<\/p>\n\n\n\n<p>1) La totale assenza di radici. E&#8217; strano, dopo duecento anni di vita nazionale: eppure il <em>vacuum <\/em>perseguita quel paese come una maledizione e l&#8217;uomo prova l&#8217;<em>horror<\/em> di stare poggiato sull&#8217;etere, sul nulla, dentro il territorio della solitudine pi\u00f9 tragica e alle frontiere della disperazione.<\/p>\n\n\n\n<p>2) L&#8217;<em>american way of life<\/em> \u00e8, e sar\u00e0 sempre di pi\u00f9 negli anni futuri, il modello di vita per una sempre maggior parte della popolazione occidentale, specialmente italiana.<\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\">3) L\u00e0 il cittadino medio americano non ha alcuna coscienza di classe; non perch\u00e9 le classi, come vedremo, non esistano. L&#8217;uomo medio americano ha subito come una sorta di lobotomizzazione storica e politica e non si rende conto della propria identit\u00e0 politica, delle differenziazioni e discriminazioni sociali e razziali, enormi, che esistono nel proprio paese. E&#8217;, al tempo stesso, mansueto collettivamente, violento individualmente.<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\">4) Il popolo americano, dall&#8217;uomo pi\u00f9 ricco al pi\u00f9 povero, manca completamente del senso di propriet\u00e0 nei confronti del proprio corpo e della propria persona, mentre ha un fortissimo senso, supersviluppato, della propriet\u00e0 delle cose. E&#8217; assetato e talvolta ricco di prestigio sociale ma \u00e8 poverissimo e molte volte nullatenente, di dignit\u00e0.<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\">5) L&#8217;America di oggi, dopo la guerra in Vietnam e con l&#8217;immenso sviluppo della pornografia e della pornografia criminale \u00e8, dopo secoli, la prova della sconfitta di Calvino e di Lutero e della vittoria, dopo secoli, della Controriforma.<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\">6) La nascita di una nuova, misteriosissima e simbolica scrittura, tra grafica e figurativa, che non comunica nulla. Sui vagoni del <em>subway<\/em>, sui muri, sui box della posta, su furgoni e camion appaiono segni tracciati con bombole spray o con pennarelli giapponesi: sono belli, non hanno alcun connotato stilistico individuale, non significano nulla. E&#8217; la scrittura anticomunicativa per eccellenza: \u00e8 bella e muta.<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\">Quasi premonitorio, se il dirlo non togliesse qualche cosa alla capacit\u00e0 di Parise di comprendere la realt\u00e0 non ancora evidente, in Cina come in Laos come a New York. Il libro \u00e8: Goffredo Parise, <em>New York<\/em>, Milano, Rizzoli, 2001.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel 1961 De Laurentiis sped\u00ec il giovane Goffredo Parise negli Stati Uniti, con l&#8217;incarico di procurargli un soggetto cinematografico.&nbsp;Parise non torn\u00f2 con un&#8217;idea per un film ma fece quello che sapeva fare meglio: il reportage di viaggio. 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