{"id":4538,"date":"2010-05-25T09:27:15","date_gmt":"2010-05-25T07:27:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.trivigante.it\/public\/tregenda\/?p=4538"},"modified":"2025-12-05T19:40:20","modified_gmt":"2025-12-05T18:40:20","slug":"filosofi-rinciuliti-e-i-colori-immaginari-dei-managers","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.trivigante.it\/public\/tregenda\/2010\/05\/filosofi-rinciuliti-e-i-colori-immaginari-dei-managers\/","title":{"rendered":"filosofi rinciuliti e i colori immaginari dei managers"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"375\" src=\"http:\/\/www.trivigante.it\/public\/tregenda\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/fiat_brava_4881688A.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4539\" title=\"fiat_brava_4881688A\" srcset=\"https:\/\/www.trivigante.it\/public\/tregenda\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/fiat_brava_4881688A.jpg 500w, https:\/\/www.trivigante.it\/public\/tregenda\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/fiat_brava_4881688A-200x150.jpg 200w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Nel 1995 la Fiat, casa automobilistica celebre per i rottami che ha messo in circolazione e per gli aiuti di Stato incamerati senza batter ciglio, mise sul mercato una doppietta di bidoni: la <span style=\"color: #800000;\">Bravo<\/span> e la <span style=\"color: #800000;\">Brava<\/span>. In pratica, la Tipo limata qua e l\u00e0, anche se, a ben guardare, sotto ogni Fiat giace nascosta l&#8217;indistruttibile 128. A dirla meglio, <em>&#8220;una coppia bisessuata di automobili nata da un unico ceppo ermafrodito, attraverso un processo che, se fosse stato scoperto precedentemente, avrebbe permesso alla casa-madre che l&#8217;ha concepita una ben maggiore proliferazione di modelli: per esempio, Punto e Punta, Uno e Una, Topolino e Minnie&#8221;<\/em> <span style=\"color: #808080;\">(Guido Viale, <em>Tutti in taxi<\/em>, 1996)<\/span>.<br>\nPresentate in un tripudio di <em>lambertodini <\/em>e <em>pippibaudi <\/em>festanti, le due auto furono il parto di menti manageriali debilitate dalle ricerche di mercato e da un certo qual giovanilismo che cos\u00ec stride nei sessantenni a cavallo delle tendenze: ossia, i padri morali e forse biologici del mostriciattolo Lapo. Quelle menti manageriali concepirono per la Bravo <em>&#8220;fianchi muscolosi e aggressivit\u00e0 nelle forme&#8221;<\/em> e per la Brava<em> &#8220;linee morbide e ampiezza degli spazi&#8221;<\/em>: parole a caso, come la realt\u00e0 insiste a dimostrare (bella foto a destra). Chiaro, poi, il parallelo sotteso con le caratteristiche del genere maschile e femminile della razza umana o, almeno, con l&#8217;idea sessista che brancola al di qua dei finestroni del Lingotto.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma il meglio viene ora. Gli stessi <em>managers <\/em>progettarono la gamma dei colori, <em>&#8220;tutti esclusivi, di forte e piacevole impatto, in linea con la personalit\u00e0 di ciascuna&#8221;<\/em> (ricordo che si parla di auto, parallelepipedi di latta con dentro della plastica senza <em>personalit\u00e0<\/em>, allacciate le cinture e tenetevi forte): per la Bravo<span style=\"color: #800000;\"> il rosso smalto, il bianco, il rosso Antonelli, il blu forest, il black ink metallizzato, il grigio graphite, il rosso fiamma metallizzato, il verde Susa metallizzato, il blu veneziano metallizzato, il blu Regent metallizzato, l&#8217;avorio Juvarra metallizzato, il grigio promis metallizzato, l&#8217;erica metallizzato<\/span>; per la Brava, oltre al nero, il bianco e il rosso smalto, <span style=\"color: #800000;\">il grigio Sassi metallizzato, il rosso boreale metallizzato, il verde reflex metallizzato, l&#8217;azzurro zenith metallizzato, il blu heraldic metallizzato, il giallo Superga metallizzato, il grigio Degas metallizzato<\/span>.<br>\nMenti allo sbando per colori immaginari: non dico Goethe o Newton, ma sfido chiunque a identificare uno qualsiasi dei colori qui sopra, Pantone alla mano. Chi scopre cosa sia il <em>rosso  boreale metallizzato<\/em> o il <em>giallo  Superga metallizzato<\/em> vince un cappello con dentro i corvi.<\/p>\n\n\n\n<p>In quel tripudio di neuroni gongolanti, <span style=\"color: #800000;\">Gianni Vattimo<\/span>, torinese e dunque persona qualificata, non perse l&#8217;occasione di dire la sua (marchettona o rinciulimento? Resta sempre il dubbio) e profer\u00ec le seguenti parole su <em>La Stampa<\/em> (sempre l\u00ec si sta): <em>&#8220;Siamo troppo ottimisti se pensiamo che ritrovando l&#8217;importanza della superficie, dei colori (&#8230;) il mondo della produzione faccia un piccolo passo verso la riscoperta dell&#8217;anima?&#8221;<\/em>.<br>\nNonostante Vattimo non perda mai occasione di dimostrarsi l&#8217;alfiere del pensiero <em>debole<\/em>, qui non \u00e8 questione di ottimismo &#8211; e gi\u00e0 ce ne vorrebbe molto &#8211; n\u00e9, tantomeno, di anima, bens\u00ec di dismissione e rottamazione dei cervelli senza nemmeno gli incentivi, di scatole craniche stagnanti arruolate alla causa del boh. Che dire? Niente, resto annichilito di fronte a tanto nulla color <em>mar\u00f2n Manzoni opaco smetallizzato<\/em>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel 1995 la Fiat, casa automobilistica celebre per i rottami che ha messo in circolazione e per gli aiuti di Stato incamerati senza batter ciglio, mise sul mercato una doppietta di bidoni: la Bravo e la Brava. 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