{"id":4074,"date":"2010-03-08T15:53:17","date_gmt":"2010-03-08T14:53:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.trivigante.it\/public\/tregenda\/?p=4074"},"modified":"2010-03-08T15:54:18","modified_gmt":"2010-03-08T14:54:18","slug":"partiti-in-vendita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.trivigante.it\/public\/tregenda\/2010\/03\/partiti-in-vendita\/","title":{"rendered":"partiti in vendita"},"content":{"rendered":"<p>Un interessante articolo di <span style=\"color: #800000;\">Loretta Napoleoni<\/span> sul finanziamento ai partiti (da <a href=\"http:\/\/www.internazionale.it\/home\/?p=18692\" target=\"_blank\">Internazionale<\/a>).<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #800000;\">In passato la politica era finanziata dai tesseramenti. Oggi dipende  da sponsor a cui \u00e8 difficile dire di no.<\/span><\/strong><\/p>\n<p>Ormai in occidente la politica \u00e8 un prodotto come tanti altri: viene  venduto attraverso gli spot pubblicitari, con l\u2019aiuto di uomini e donne  (poche) che recitano un copione scritto da una raffinata macchina della  propaganda. Gli acquirenti naturalmente siamo noi, i cittadini  consumatori. Lo scopo? I soldi pi\u00f9 che il potere.<br \/>\nSembrano frasi rubate alla versione moderna del capolavoro di George  Orwell, 1984, dove il Grande Fratello (non quello televisivo) condiziona  i cittadini attraverso il marketing. Invece sono le tristi  constatazioni che fanno ogni giorno moltissimi occidentali.<br \/>\nCome siamo arrivati a questo punto? La risposta va cercata nei  meccanismi di finanziamento dei partiti. Trent\u2019anni fa si basavano quasi  esclusivamente sul contributo degli iscritti. Alla fine degli anni  ottanta il peso del tesseramento \u00e8 sceso al 50 per cento e oggi \u00e8 meno  del 10 per cento. Nel 2004 pi\u00f9 di un quarto delle entrate dei laburisti  britannici \u2013 all\u2019epoca il pi\u00f9 grande partito della sinistra europea \u2013  proveniva dalle donazioni di 37 grandi sponsor, tra cui il magnate  dell\u2019acciaio Lakshimi Mittal. Solo l\u20198 per cento dei finanziamenti era  garantito dal contributo degli iscritti.<br \/>\nI partiti somigliano sempre pi\u00f9 a un\u2019azienda e sempre meno a  un\u2019organizzazione che ha un programma politico. Questo spiega perch\u00e9 nel  1999 la Enron ha finanziato met\u00e0 della campagna elettorale di George W.  Bush. In cambio, una volta eletto, Bush ha concesso al gruppo  energetico la tanto desiderata <em>deregulation<\/em> del settore. Il  principio della democrazia mercato \u00e8 quindi il classico <em>do ut des<\/em>,  anche quando il baratto costringe il partito a contraddire il suo  programma.<br \/>\nNaturalmente chi decide sono i leader. Nel 1997 Bernie Ecclestone, il  capo della Formula 1, don\u00f2 a Tony Blair un milione di sterline. In  cambio il leader laburista gli permise di pubblicizzare le sigarette  durante le gare automobilistiche in Gran Bretagna, anche se era vietato  dalla legge e il New Labour era sempre stato contrario.<!--more--><\/p>\n<p><strong>Thatcher e Reagan<\/strong><br \/>\n\u00c8 stata la rivoluzione neoliberista di Margaret Thatcher e Ronald Reagan  a dare il via alla metamorfosi dei partiti. Li ha spogliati della  componente popolare per trasformarli in macchine da guerra nelle mani di  un\u2019\u00e9lite. In tutto l\u2019occidente la base si \u00e8 ristretta e la cupola si \u00e8  rafforzata. Tra il 1978 e il 1999 i partiti francesi hanno perso il 64,5  per cento degli iscritti, pari a circa un milione di persone, mentre il  numero dei tesserati nei partiti italiani e britannici si \u00e8 dimezzato.<br \/>\nI politici moderni preferiscono gestire gli sponsor invece che gli  iscritti al partito. E pi\u00f9 gli sponsor sono ricchi, meno sono i  controlli sull\u2019origine dei fondi elargiti. Qualche anno fa l\u2019intera  giunta comunale di Marbella, in Spagna, fu arrestata perch\u00e9, in cambio  di ricchi finanziamenti, aveva concesso licenze edilizie a societ\u00e0 che  riciclavano il denaro sporco della mafia russa e truffavano i compratori  degli immobili. Da anni i parlamenti e le democrazie occidentali sanno  di essere minacciati da questi cambiamenti, ma non hanno la forza di  contrastarli.<br \/>\nNel 2006 la relazione della commissione parlamentare britannica sul  finanziamento dei partiti affermava: \u201cIl sistema che ha mantenuto in  vita i partiti per pi\u00f9 di un secolo si sta disgregando. Da quando il  numero degli iscritti ha cominciato a calare i partiti sono diventati  dipendenti dalle donazioni dei privati per finanziare le loro campagne  elettorali\u201d.<\/p>\n<p><strong>Struttura personale<\/strong><br \/>\nLa messa in vendita del partito al miglior offerente corrode la  democrazia rappresentativa e di massa perch\u00e9 il partito-azienda \u00e8 ormai  una struttura politica ed economica \u201cpersonale\u201d, che tutela  esclusivamente gli interessi dei politici e dei loro sponsor.<br \/>\nIl Popolo della libert\u00e0 di Silvio Berlusconi ne \u00e8 l\u2019esempio migliore.  Il premier lo finanzia quasi per intero e il partito promuove i suoi  interessi e quelli dei suoi collaboratori, per esempio attraverso le  leggi ad personam. Cos\u00ec David Mills evita il carcere per una serie di  nuovi cavilli legislativi e intanto la protezione civile \u00e8 diventata un  vespaio di tangenti per gli esponenti del partito.<br \/>\nDai tempi di Mani pulite il marketing della politica si \u00e8 raffinato  al punto che oggi \u201ccorruzione\u201d \u00e8 sinonimo di \u201csponsorizzazione\u201d.  Purtroppo i cittadini non hanno gli strumenti per opporsi, perch\u00e9 non  dialogano pi\u00f9 con il loro partito. Ecco perch\u00e9 Bush e Blair sono stati  rieletti anche se tutti sapevano che avevano fatto dei favori ai loro  sponsor.<br \/>\nE allora perch\u00e9 ci meravigliamo degli scandali delle ultime  settimane? Da vent\u2019anni le democrazie occidentali sono gestite da  partiti e leader politici che si ispirano ai modelli del terzo mondo,  dove i politici vendono favori al miglior offerente per finanziare  costosissime campagne elettorali, inutili centri di ricerca e, perch\u00e9  no, anche appartamenti di lusso e barche principesche. Il tutto alla  luce del sole. In confronto Bettino Craxi era un dilettante e  tangentopoli una fiction.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un interessante articolo di Loretta Napoleoni sul finanziamento ai partiti (da Internazionale). In passato la politica era finanziata dai tesseramenti. Oggi dipende da sponsor a cui \u00e8 difficile dire di no. 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