{"id":3460,"date":"2009-10-29T19:10:04","date_gmt":"2009-10-29T18:10:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.trivigante.it\/public\/tregenda\/?p=3460"},"modified":"2009-10-29T19:10:04","modified_gmt":"2009-10-29T18:10:04","slug":"visti-dalla-cina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.trivigante.it\/public\/tregenda\/2009\/10\/visti-dalla-cina\/","title":{"rendered":"visti dalla Cina"},"content":{"rendered":"<p>Un interessante articolo di Jonathan Holslag pubblicato su <a href=\"http:\/\/www.demorgen.be\/dm\/nl\/2461\/De-Gedachte\/article\/detail\/1013260\/2009\/10\/09\/China-houdt-Europa-spiegel-voor.dhtml\" target=\"_blank\">De Morgen<\/a>:<\/p>\n<p><span style=\"color: #800000;\"><strong>Divisa, marginale, sclerotizzata: per le \u00e9lite cinesi, l\u2019Unione europea non \u00e8 degna di partecipare ai nuovi equilibri che si stanno formando tra le potenze mondiali.<\/strong><\/span><br \/>\nPerch\u00e9 perdere tempo in Europa, si \u00e8 chiesto il vicepresidente cinese Xi Jinping atterrando all\u2019aeroporto di Bruxelles. Non c\u2019\u00e8 petrolio, non ci sono riserve minerarie, nessun incontro per discutere di stabilit\u00e0 economica, n\u00e9 partner con cui risolvere questioni delicate come quella iraniana o della Corea del Nord. Perch\u00e9 allora questo viaggio? Per visitare un museo!<br \/>\nPi\u00f9 di un secolo fa, gli investitori belgi che arrivavano in Cina per rapinarla delle risorse naturali o per accaparrarsi gli appalti delle infrastrutture erano accolti con tutti gli onori. Oggi per i cinesi l\u2019Unione europea \u00e8 praticamente inesistente, non la consultano nemmeno su questioni importanti come la proliferazione nucleare, la stabilit\u00e0 in Africa o la riforma delle istituzioni internazionali. Formalmente, <a href=\"http:\/\/ec.europa.eu\/external_relations\/china\/index_en.htm\" target=\"_blank\">Europa e Cina<\/a> hanno diversi canali di dialogo istituzionale, ma non ci sono i contenuti, e non si arriva mai a risultati concreti. Non \u00e8 che la Repubblica Popolare non apprezzi le relazioni strategiche, ma \u00e8 l\u2019Europa che non sa pi\u00f9 giocare un ruolo significativo.<!--more--><br \/>\n<strong>Un partner poco rilevante<\/strong><br \/>\nMeglio puntare sulla cooperazione economica, ha pensato Bruxelles. L\u2019Unione \u00e8 il primo mercato d\u2019esportazione per la Cina, e anche la fonte principale di esperienza tecnologica. Ma il punto \u00e8 che l\u2019Europa non riesce ad avere un peso politico pari al suo peso economico. La Commissione pu\u00f2 decidere sulla vendita di merci, ma i ventisette non riescono a trovare un accordo e a intraprendere una politica comune di cooperazione economica con la Cina. I capitali europei preferiscono dividersi a seconda delle\u00a0 loro competenze specifiche su ricerca e investimento, e cos\u00ec Pechino pu\u00f2 usarli gli uni contro gli altri in funzione dei suoi interessi.<br \/>\nGli esperti e i funzionari cinesi lamentano l\u2019incapacit\u00e0 dell\u2019Europa di combattere la crisi e la sua mancanza di innovazione. L\u2019economia del sapere ristagna, i politici fanno investimenti miopi che privilegiano la tutela dell\u2019impiego a breve termine. Secondo i cinesi, se non ci saranno riforme economiche degne di nota all\u2019Europa non rimarr\u00e0 che difendere il suo mercato dalla concorrenza internazionale.<br \/>\n<strong>Da potenza a museo<\/strong><br \/>\nAlmeno, si pensa, l\u2019Europa rimane sempre un buon esempio nel campo delle politiche sociali e dello sviluppo sostenibile. Ma una ricerca dell\u2019Accademia cinese di scienze sociali (<a href=\"http:\/\/bic.cass.cn\/English\/InfoShow\/Arcitle_Show_Cass.asp?BigClassID=1&amp;Title=CASS\" target=\"_blank\">Cass<\/a>) dimostra che non \u00e8 pi\u00f9 cos\u00ec, e anche in questi ambiti i cinesi guardano sempre meno al vecchio continente. Oggi i cinesi hanno la possibilit\u00e0 di visitare l\u2019Europa e di misurare lo scarto tra ideali e realt\u00e0. Molti, abituati alle critiche europee alla politica cinese in Tibet, rimangono esterrefatti per la segregazione etnica e il degrado urbano che osservano in Europa.<br \/>\nGli esperti cinesi si domandano poi se il modello sociale europeo resister\u00e0 ai prossimi colpi della crisi. Il professor Ding Chung, che insegna a Shangai, ha fatto notare che l\u2019insistenza sulla sicurezza frena la mobilit\u00e0 sociale indispensabile per le riforme. Inoltre, la cultura dell\u2019assistenzialismo sociale impedisce agli europei di vedere che le fonti di ricchezza si assottigliano sempre di pi\u00f9. Per i cinesi, l\u2019Europa non solo \u00e8 piena di bellissimi musei, ma rischia di diventare lei stessa un grande museo. Oggi, prima ancora che i giochi di potere per la riorganizzazione dell\u2019ordine mondiale siano cominciati, il suo ruolo appare gi\u00e0 marginale. Questo non significa che le nuove potenze, come la Cina, non abbiano problemi.<br \/>\nLe ragioni del successo economico della Repubblica Popolare cominciano a indebolirsi, e la modernizzazione politica del paese non avanza. Queste incertezze dovrebbero spingere le vecchie potenze a difendere i propri interessi, e l\u2019Europa a fare di pi\u00f9.<br \/>\n<span style=\"color: #808080;\">(traduzione di <a href=\"http:\/\/presseurope.com\/it\/content\/article\/119381-pechino-ci-guarda-dallalto-basso\" target=\"_blank\">presseurope.com<\/a>)<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un interessante articolo di Jonathan Holslag pubblicato su De Morgen: Divisa, marginale, sclerotizzata: per le \u00e9lite cinesi, l\u2019Unione europea non \u00e8 degna di partecipare ai nuovi equilibri che si stanno formando tra le potenze mondiali. Perch\u00e9 perdere tempo in Europa, si \u00e8 chiesto il vicepresidente cinese Xi Jinping atterrando all\u2019aeroporto di Bruxelles. 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