{"id":3050,"date":"2009-08-31T07:25:27","date_gmt":"2009-08-31T05:25:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.trivigante.it\/public\/tregenda\/?p=3050"},"modified":"2025-12-08T16:56:27","modified_gmt":"2025-12-08T15:56:27","slug":"le-lacrime-del-coccodrillo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.trivigante.it\/public\/tregenda\/2009\/08\/le-lacrime-del-coccodrillo\/","title":{"rendered":"le lacrime del coccodrillo redazionale"},"content":{"rendered":"\n<p><em>Demonio, s\u00ec, demonio! Se la terra potesse partorire fecondata da lacrime di femmina, ogni goccia sarebbe un coccodrillo!<\/em><br>\nGi\u00e0, questo \u00e8 l&#8217;<em><span style=\"color: #800000;\">Otello<\/span><\/em> ma \u00e8 ormai noto &#8211; la poesia \u00e8 decisamente morta &#8211; che il coccodrillo piange per ragioni pi\u00f9 pragmatiche, ovvero ripulirsi il bulbo oculare, avendo esso la complicazione della doppia palpebra e carattere non esattamente incline al piagnisteo.<br>\nPer translazione, le <span style=\"color: #800000;\"><em>lacrime di coccodrillo<\/em><\/span> si riferiscono a coloro che si fingono pentiti di una mala azione, versando finte lacrime, metaforiche o no. Di conseguenza, almeno in italiano e in lingue vicine, si chiamano <span style=\"color: #800000;\"><em>coccodrilli<\/em><\/span> anche le biografie di personaggi noti che vengono regolarmente aggiornate nelle redazioni giornalistiche allo scopo di non farsi trovare impreparati al momento del decesso (o di qualche premiazione o ricorrenza), in virt\u00f9 della natura non proprio spontanea della narrazione.<br>\nNegli Stati Uniti, che son pi\u00f9 pratici e pure pi\u00f9 precisi in queste cose, i <span style=\"color: #800000;\"><em>coccodrilli<\/em><\/span> li chiamano <span style=\"color: #800000;\"><em>obituaries<\/em><\/span>, per indicare esattamente i pezzi biografici che vengono poi pubblicati in caso di morte. Parrebbe ovvio dire che gli <span style=\"color: #800000;\"><em>obituaries <\/em><\/span>debbano essere pubblicati dopo la morte del protagonista, ma cos\u00ec non sempre accade.<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<p><br>\nGli errori clamorosi sono moltissimi, spassosi pure: credo che il <em>recordman <\/em>mondiale sia <span style=\"color: #800000;\">Fidel Castro<\/span>, dato per morto infinite volte, ma come non ricordare <span style=\"color: #800000;\">Luca Barbareschi<\/span> (quando faceva gli <em>snuff muvis<\/em>, vedasi <em>Cannibal Holocaust<\/em>) o <span style=\"color: #800000;\">S. T. Coleridge<\/span>, che venne dato per impiccato nonostante si trovasse negli uffici del giornale in quel momento, o <span style=\"color: #800000;\">Hemingway<\/span>, dato per morto nel 1957 in un incidente aereo, o <span style=\"color: #800000;\">Giovanni Paolo II<\/span>, cui successe di essere dato per morto ben tre volte tra attentato e scivoloni, o il caso clamoroso di <span style=\"color: #800000;\">Paul Mc Cartney<\/span> ai tempi della copertina di <em>Abbey Road<\/em>? Insomma, succede spesso e talvolta gli errori restano stampati nella mente di qualcuno: c&#8217;\u00e8 gente che tutt&#8217;oggi pensa che Mc Cartney sia un sosia e che il vero P. M. C. sia morto nel 1966.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.trivigante.it\/public\/tregenda\/wp-content\/uploads\/2009\/08\/obituary.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"328\" height=\"661\" src=\"http:\/\/www.trivigante.it\/public\/tregenda\/wp-content\/uploads\/2009\/08\/obituary.jpg\" alt=\"obituary\" class=\"wp-image-3061\" title=\"obituary\" srcset=\"https:\/\/www.trivigante.it\/public\/tregenda\/wp-content\/uploads\/2009\/08\/obituary.jpg 328w, https:\/\/www.trivigante.it\/public\/tregenda\/wp-content\/uploads\/2009\/08\/obituary-200x403.jpg 200w\" sizes=\"auto, (max-width: 328px) 100vw, 328px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Ma come si regolano i giornali con i <span style=\"color: #800000;\"><em>coccodrilli<\/em><\/span>? Ovvero, di chi e quanto in anticipo li preparano?<br>\nC&#8217;\u00e8 <a href=\"http:\/\/www.slate.com\/id\/2226505\/\" target=\"_blank\">un articolo<\/a> interessante, al riguardo, di <span style=\"color: #800000;\">Christopher Beam<\/span> nel quale spiega che di norma i giornali preparano gli <em>obituaries <\/em>per tre categorie di persone: i <em>leaders <\/em>politici di tutto il mondo; i personaggi celebri che abbiano almeno 75 anni (ma questa soglia \u00e8 a discrezione); i personaggi noti del mondo dello spettacolo che per la propria condotta di vita sono candidati a morte precoce. Per fare qualche esempio di questa terza categoria, i <em>coccodrilli <\/em>di <span style=\"color: #800000;\">Michael Jackson<\/span> erano belli pronti da tempo, come quelli di <span style=\"color: #800000;\">Britney Spears<\/span>, <span style=\"color: #800000;\">Lindsay Lohan<\/span> o, che ne so, secondo me di <span style=\"color: #800000;\">Amy Winehouse<\/span>, per dirne qualcuna che mi viene in mente.<br>\nIl <span style=\"color: #800000;\">NY Times<\/span> dichiara di avere 1.200 obituaries pronti, il <span style=\"color: #800000;\">Washington Post<\/span> 150, probabilmente stanno tutti al ribasso. I giornali italiani, solitamente, fanno finta di non prepararli in anticipo. Ovvio che cos\u00ec non \u00e8. Il <span style=\"color: #800000;\">NY Times<\/span>, che pare il giornale pi\u00f9 preparato della terra sulla questione, ha da alcuni anni cominciato a registrare interviste con personaggi delle tre categorie di cui sopra, da utilizzare al momento del decesso. Leggendario il caso di <span style=\"color: #800000;\">Edward von Kloberg III<\/span>, lobbysta che rappresentava gli interessi di Saddam Hussein, che chiam\u00f2 di sua spontanea volont\u00e0 il giornale per fare l&#8217;intervista molto prima della sua morte. Poi puntualmente arrivata alla caduta di Hussein. Gli stessi aggregatori di notizie <em>online<\/em>, tipo <span style=\"color: #800000;\">Google News<\/span>, pare abbiano i flash gi\u00e0 pronti cos\u00ec fatti: <em>&#8220;Nome Cognome died at ..&#8221;<\/em>, da compilare al volo.<br>\nPoich\u00e9, in conclusione, gli articoli che leggiamo in caso di morte di persona nota hanno spesso mesi se non anni, capita sovente che il redattore che ha materialmente scritto e aggiornato il pezzo sia morto prima del suo destinatario, come accadde nel caso di<span style=\"color: #800000;\"> Gerald Ford<\/span> nel 2006 e del gionalista della CNN (<a href=\"http:\/\/www.thesmokinggun.com\/archive\/cnnobit1.html\" target=\"_blank\">qui<\/a>). Infine, ancora il <span style=\"color: #800000;\">NY Times<\/span>, il pi\u00f9 <em>obituaries-friendly newspaper<\/em> del mondo, ha messo <em>online<\/em> tutti i coccodrilli pubblicati finora, a <a href=\"http:\/\/www.nytimes.com\/pages\/obituaries\/\" target=\"_blank\">questo indirizzo<\/a>, per coloro che amano il genere a distanza di tempo.<br>\nDire, poi, che a dar per morto qualcuno gli si allunga la vita non son lacrime di coccodrillo, \u00e8 cazzata bella e buona: per favore, fatemi leggere ora gli <em>obituaries<\/em> di <span style=\"color: #800000;\">Berlusconi<\/span> e di <span style=\"color: #800000;\">Bossi<\/span>: voglio pregustarmi il momento.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Demonio, s\u00ec, demonio! Se la terra potesse partorire fecondata da lacrime di femmina, ogni goccia sarebbe un coccodrillo! 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