{"id":3030,"date":"2009-08-27T08:27:13","date_gmt":"2009-08-27T06:27:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.trivigante.it\/public\/tregenda\/?p=3030"},"modified":"2025-12-08T16:57:09","modified_gmt":"2025-12-08T15:57:09","slug":"lattentato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.trivigante.it\/public\/tregenda\/2009\/08\/lattentato\/","title":{"rendered":"l&#8217;attentato"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.trivigante.it\/public\/tregenda\/wp-content\/uploads\/2009\/08\/viale.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"205\" height=\"216\" src=\"http:\/\/www.trivigante.it\/public\/tregenda\/wp-content\/uploads\/2009\/08\/viale.jpg\" alt=\"viale\" class=\"wp-image-3038\" title=\"viale\" srcset=\"https:\/\/www.trivigante.it\/public\/tregenda\/wp-content\/uploads\/2009\/08\/viale.jpg 205w, https:\/\/www.trivigante.it\/public\/tregenda\/wp-content\/uploads\/2009\/08\/viale-200x210.jpg 200w\" sizes=\"auto, (max-width: 205px) 100vw, 205px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Amsterdam, una notte del 1945.<br>\nUna SS percorre in bicicletta un viale alberato di una zona residenziale della citt\u00e0, quando due partigiani escono dall&#8217;oscurit\u00e0 e sparano due pistolettate sul nazista uccidendolo. Un ragazzino, richiamato dai colpi di pistola, si affaccia alla finestra e scorge il corpo sul vialetto della casa accanto alla sua.<br>\nPoco dopo, dalla casa accanto, escono due persone, un uomo e una donna, che rapidamente sollevano il corpo e lo depongono una ventina di metri pi\u00f9 avanti, davanti al vialetto della casa del ragazzino; poi, sempre veloci, fanno lo stesso con la bicicletta e scompaiono nella casa accanto.<br>\nIl bambino, terrorizzato, corre a letto.<br>\nPoco dopo, il corpo viene ritrovato: arrivano i tedeschi e la prima cosa che fanno \u00e8 fare irruzione nella casa davanti alla quale giace il corpo del commilitone. La casa del ragazzino. Arrestano i genitori e portano via anche il bambino.<br>\nPoi, spietati, bruciano la casa. Non basta ancora, il giorno dopo compiono la rappresaglia: fucilano i genitori del bambino, il quale &#8211; dopo alcuni giorni di prigione &#8211; viene affidato a un lontano parente.<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<p>Questa storia \u00e8 vera.<br>\nIl ragazzino crebbe e, dilaniato tra propositi di vendetta e desiderio di comprendere, decise un giorno di andare a fondo del suo passato: riusc\u00ec a trovare uno dei due partigiani e a incontrarlo. Egli, ormai vecchio, gli raccont\u00f2 della Resistenza, della sua compagna morta per le torture dei nazisti, del perch\u00e9 quella notte uccisero la SS.<br>\nMa non poteva bastare: doveva trovare i suoi vicini, quei due che spostarono il corpo davanti alla sua casa, l&#8217;origine delle sue disgrazie. Li cerc\u00f2 e li trov\u00f2: un anziano professore di latino e greco in pensione e sua figlia, anch&#8217;essa insegnante. And\u00f2 a casa loro e si present\u00f2, rivelando subito la sua storia, senza sapere cosa avrebbe fatto poi. I due, in un incontro drammatico e commovente, ricordarono quella notte, riaprendo un discorso che si era chiuso nel 1945, schiacciato sul fondo della coscienza e del ricordo. Ricordarono la paura, il terrore, la decisione presa in fretta di spostare il corpo per salvarsi, soprattutto il caso: il caso che li fece andare in una direzione piuttosto che nell&#8217;altra, il caso che fece mettere il corpo morto dinanzi alla casa del ragazzino e non davanti alla casa di un altro. Il caso, la rappresaglia, la violenza cieca, la guerra, la morte e la distruzione.<br>\nTante domande si affollavano nella testa dell&#8217;uomo, il ragazzino di una volta, cui bisognava dare delle risposte. Le stesse domande che esigevano risposte in tanti altri casi: via Rasella, Sant&#8217;Anna di Stazzema, Marzabotto, per citare solo alcuni casi italiani. Risposte. E lui se le diede. Comprese dove stesse la colpa, la colpa prima, non quella dell&#8217;uomo e della figlia, ma la colpa originaria, la violenza nazista senza codice morale sui civili e sugli innocenti, la colpa collettiva che sovrastava le colpe individuali, comprese le parti che compongono il tutto, vide il quadro finalmente chiaro, dopo tanto tempo. E il suo dolore trov\u00f2 una spiegazione e un significato, la sua storia, un caso limite ma tragicamente comune, si ricompose e apparirono chiare le vittime e i carnefici. Dopo tanto tempo, ogni cosa aveva trovato il proprio posto.<br>\nAlcuni anni dopo, questa storia venne raccolta e narrata da Harry Mulisch, uno dei tre grandi narratori olandesi contemporanei, nel romanzo <em>&#8220;L&#8217;attentato&#8221;<\/em>, pubblicato da Feltrinelli nel 1986, e lo stesso anno ne fu tratto un film, <em>&#8220;De aanslag (Assault &#8211; Profondo nero)&#8221;<\/em>.<br>\nA certe domande bisogna sempre dare una risposta.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Amsterdam, una notte del 1945. Una SS percorre in bicicletta un viale alberato di una zona residenziale della citt\u00e0, quando due partigiani escono dall&#8217;oscurit\u00e0 e sparano due pistolettate sul nazista uccidendolo. Un ragazzino, richiamato dai colpi di pistola, si affaccia alla finestra e scorge il corpo sul vialetto della casa accanto alla sua. 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