{"id":2600,"date":"2009-07-16T08:48:29","date_gmt":"2009-07-16T06:48:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.trivigante.it\/public\/tregenda\/?p=2600"},"modified":"2025-12-08T18:29:42","modified_gmt":"2025-12-08T17:29:42","slug":"figli-di-cotanto-padre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.trivigante.it\/public\/tregenda\/2009\/07\/figli-di-cotanto-padre\/","title":{"rendered":"figli di cotanto padre"},"content":{"rendered":"\n<p>Per l&#8217;ora dell&#8217;aneddoto, oggi: i figli d&#8217;arte.<br>\nNon tutti, anzi, \u00e8 bene restringere la categoria: <span style=\"color: #800000;\">musicisti figli di musicisti<\/span>. La legge del buon senso vorrebbe che un figlio di musicista si cimentasse in altro, magari in una delle sei arti restanti, poich\u00e9 non essendo l&#8217;ispirazione musicale trasmissibile o contagiosa, \u00e8 improbabile che si replichi la magica combinazione. A maggior ragione se le doti del padre sono eccelse, il consiglio sarebbe quello di darsi ad altro, evitando cos\u00ec anche le implicazioni psicologiche ed emotive della vicenda. Difficile, per\u00f2, anche fare altro: un poverello che in casa ha respirato musica, insufflato musica, assaggiato musica se poi si dedica alla ragioneria non sempre riscuote l&#8217;ammirazione paterna, cos\u00ec importante in un corretto sviluppo.<br>\nFare altro, consiglio diffuso e condiviso che non viene per\u00f2 molto ascoltato: Cristiano De Andr\u00e8 resta schiacciato ancora oggi dalla lunga ombra paterna, Sean e Julian Lennon non hanno mai sfondato, Zack Starck suona onestamente la batteria (ma, in questo caso, non era difficile raggiungere il livello tecnico del padre), Jakob Dylan fa musica onestissima ma un po&#8217; dimessa, Eagle-Eye Cherry ha gi\u00e0 problemi con il nome e sua sorella fu una meteora, tanto per citarne alcuni. E fin qui la musica leggera, per usare una catalogazione vaga.<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.trivigante.it\/public\/tregenda\/wp-content\/uploads\/2009\/07\/figli_mozart.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"180\" height=\"218\" src=\"http:\/\/www.trivigante.it\/public\/tregenda\/wp-content\/uploads\/2009\/07\/figli_mozart.jpg\" alt=\"figli_mozart\" class=\"wp-image-2609\" title=\"figli_mozart\"\/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p><br>\nMa la storia non \u00e8 nuova, per esempio: cinque figli di Bach (su venti!) decisero di essere musicisti e uno, <span style=\"color: #800000;\">Carl Philipp Emanuel Bach<\/span>, divenne incredibilmente pi\u00f9 noto del padre, ai suoi tempi. Venne per\u00f2 giustiziato dalla storia e dal tempo, visto che attualmente vende meno dischi del suo finto fratello P.D.Q. Bach, ultraburlone.<br>\nMa il vero paradigma di quanto detto finora furono i figli dell&#8217;incommensurabile, nonch\u00e9 ingombrante come padre di riferimento, <span style=\"color: #000000;\">Mozart<\/span>. Dei due figli superstiti, il primo &#8211; <span style=\"color: #800000;\">Carl Thomas<\/span> &#8211; ebbe l&#8217;ottima idea di non fare il musicista e, anzi, di andarsene piuttosto lontano: and\u00f2 a fare l&#8217;apprendista in una ditta commerciale a Livorno e il suo sogno non tanto segreto fu quello di aprire un negozio tutto suo. Bravo, dico io. Poi non ce la fece, causa soldi, e si trasfer\u00ec a Milano a studiare musica, ahilui all&#8217;ombra del babbo morto. Ma il tentativo dur\u00f2 poco, moll\u00f2 la scuola (era ormai grandicello) e fece il funzionario del vicer\u00e8 di Napoli. Pur seguendo le rappresentazioni delle opere di suo padre, non torn\u00f2 mai alla musica e visse lungamente e abbastanza felicemente, fino a diventare l&#8217;ultimo discendente della stirpe. Il babbo lo vedeva a teatro e, forse, non negli incubi, e il peggio che gli sia capitato di vedere furono le facce stranite di coloro che lo scoprivano figlio di Mozart.<br>\nSuo fratello <span style=\"color: #800000;\">Franz Xaver Wolfgang<\/span>, sul quale pesava anche un pezzo di nome oltre che il cognome, fece invece testardamente il musicista. Risultato: visse l&#8217;intera vita nel terrore, e poi nella piena consapevolezza, di non poter raggiungere il livello del padre, il che lo rese perennemente insicuro, dubbioso e mortificato. Fu pure allievo di Salieri, il che &#8211; per i fan della versione cinematografica &#8211; appare un certo qual grado di smacco professionale (nulla di reale, in questo). Ebbe pure la sfortuna di nascere cinque mesi prima della morte del padre, motivo per il quale si dovette confrontare pi\u00f9 con l&#8217;eredit\u00e0 artistica che con la sostanza dell&#8217;augusto genitore, il che complicava parecchio le cose. Compositore pi\u00f9 che dignitoso, venne per\u00f2 schiacciato dall&#8217;eterno paragone e si dissolse in fretta, morendo a cinquant&#8217;anni tutto crucciato dalle ombre nella sua testa.<br>\nValga per tutto l&#8217;epitaffio che si fece scolpire sulla lapide: <em><span style=\"color: #888888;\">&#8220;Che il nome di suo padre sia il suo epitaffio, giacch\u00e9 la sua venerazione per Mozart fu l&#8217;essenza della sua stessa vita&#8221;<\/span><\/em>. Mamma mia, povero caro, che vita d&#8217;inferno. Forse se la scelse, incautamente, forse ne fu costretto, probabilmente non saprebbe la risposta nemmeno lui. Di certo, non si avvicin\u00f2 mai, neppur lontanamente, alla metaforica uccisione del padre, il che &#8211; la storia insegna &#8211; di solito genera una bella frotta di casini (si noti, quindi, il gergo tecnico).<br>\nE cos\u00ec finisce l&#8217;aneddoto, le conclusioni a ciascuno in misura del proprio padre.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per l&#8217;ora dell&#8217;aneddoto, oggi: i figli d&#8217;arte. Non tutti, anzi, \u00e8 bene restringere la categoria: musicisti figli di musicisti. 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