{"id":1689,"date":"2009-04-28T08:31:16","date_gmt":"2009-04-28T06:31:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.trivigante.it\/public\/tregenda\/?p=1689"},"modified":"2009-04-28T09:40:00","modified_gmt":"2009-04-28T07:40:00","slug":"milano-25-aprile-2009-formigoni-senza-vergogna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.trivigante.it\/public\/tregenda\/2009\/04\/milano-25-aprile-2009-formigoni-senza-vergogna\/","title":{"rendered":"milano, 25 aprile 2009: Formigoni schifoso"},"content":{"rendered":"<table id=\"table1\" style=\"border-collapse: collapse\" border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td valign=\"top\">Il 25 in corteo e sul palco di Milano c&#8217;era anche <span style=\"color: #800000;\">Roberto Formigoni<\/span>, governatore della Regione. Il signor Formigoni, colpevole di innumerevoli illeciti amministrativi e giudiziari, opportunista senza vergogna sceso in corteo per ragioni di campagna elettorale, spudorato senza titolo per dire anche una sola parola sulla Resistenza, ha osato dal palco comparare le ragioni e i torti dei repubblichini e dei partigiani, dei fascisti e dei comunisti. Il corteo lo ha sommerso di fischi, come merita.<\/td>\n<td width=\"328\">\n<p style=\"text-align: right;\"><object width=\"325\" height=\"244\" data=\"http:\/\/www.youtube.com\/v\/3KhkD0ZloSw&amp;hl=it&amp;fs=1\" type=\"application\/x-shockwave-flash\"><param name=\"allowFullScreen\" value=\"true\" \/><param name=\"allowscriptaccess\" value=\"always\" \/><param name=\"src\" value=\"http:\/\/www.youtube.com\/v\/3KhkD0ZloSw&amp;hl=it&amp;fs=1\" \/><param name=\"allowfullscreen\" value=\"true\" \/><\/object><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Il punto, per\u00f2 e ancora una volta, \u00e8 <span style=\"color: #800000;\">la memoria<\/span>. E io, qui, voglio mettere, ancora, qualche punto fermo: il signor Formigoni \u00e8 figlio di <span style=\"color: #800000;\">Emilio Formigoni<\/span>, <span style=\"color: #800000;\">segretario del Fascio<\/span> e <span style=\"color: #800000;\">Commissario Prefettizio<\/span> di Missaglia, nonch\u00e9 <span style=\"color: #800000;\"> comandante della Brigata Nera<\/span>, sempre a Missaglia.<br \/>\nQualche episodio per cui fu processato, contumace, nel 1947: rappresaglia a Valaperta, sevizie inferte a Nazzaro Vitale, rastrellamento di Barzan\u00f2 (con incendio di un cascinale e di un fienile), rastrellamento di Monte San Genesio, razzia di tessuti con tentata estorsione messa a segno dalle sue Brigate <em>\u00abin danno di Gaverbi Giuseppe a Casatenovo\u00bb<\/em>, arresti e torture nonch\u00e9 fucilazione di diversi partigiani e di molti civili senza processo o motivazione. Sono solo alcune delle prodezze di <span style=\"color: #800000;\">Formigoni <\/span>padre e dei suoi scherani.<br \/>\nPu\u00f2 dunque un individuo figlio di cotanto padre impartire lezioni da un palco, qualsiasi o &#8211; a maggior ragione &#8211; del 25 aprile? Io dico di no. E ci aggiungo pure un rabbioso vaffanculo. Ricadono le colpe dei padri sui figli? In questo caso, caro Formigoni, s\u00ec. Vergogna, schifoso.<br \/>\nPer un puntiglio di memoria, vorrei qui recuperare una cosa che scrissi un anno e mezzo fa a proposito della <span style=\"color: #800000;\">rappresaglia fascista a Valaperta<\/span>, comandata da Emilio Formigoni nel 1944.<br \/>\n<!--more--><br \/>\nIl  tutto cominci\u00f2 con la morte di un militare della GNR, cos\u00ec come raccontato dal  Notiziario della Guardia Nazionale Repubblicana di Como, il 17.11.1944: \u00ab<em>Il  23 ottobre u.s. il milite scelto GAETANO CHIARELLI del distaccamento della GNR  di Missaglia, mentre si recava per assumere informazioni su un renitente veniva  ucciso da banditi a colpi di arma da fuoco<\/em>\u00bb. Scatt\u00f2 la rappresaglia da parte  delle Brigate Nere, che arrivarono a Valaperta. I fascisti chiedono notizie del milite scomparso, ma nessuno  risponde. Allora tirano fuori i lanciafiamme e le bombe a mano, e le lanciano  nei fienili. Le cascine bruciano. Bruciano gli animali: le mucche, un mulo, i  cavalli, i maiali. Sono legati nelle stalle, e agli abitanti non \u00e8 stato  concesso di portarli via. La signora che allora era una bimba ricorda che le  donne furono obbligate ad allinearsi davanti all\u2019incendio e a guardare e sentire  le bestie che si struggevano nel fuoco: \u00ab<em>Brucerete come loro! Queste bombe  saranno per voi<\/em>\u00bb. La Gust\u00ecna si agita ancora adesso: \u00ab<em>Io avevo quattro  figli, quattro bagaj\u2026 madonna, i fascisti! Hanno rovesciato le damigiane di  vino, hanno spaccato tutto. Volevo morire! Siamo scappati nel fango, a piedi  nudi, e loro ci mitragliavano dietro. Ches chi sono i fascisti! Mi hanno  bruciato anche la casa<\/em>\u00bb. Restano tutta la notte, le Brigate nere. Picchiano,  minacciano, portano via la gente. Vorrebbero ammazzare la padrona dell\u2019osteria,  rea di aver ospitato i partigiani: la risparmiano solo perch\u00e9 \u00e8 incinta. Al  mattino trovano il cadavere del milite, che era stato nascosto sotto un  gelso (&#8230;). Altre violenze seguono il ritrovamento, e non \u00e8 certo finita. Quelli  di Valaperta diventano sorvegliati speciali, alle famiglie vengono tolte per tre  mesi le tessere alimentari (&#8230;). Gli uomini restano nascosti nelle campagne  circostanti, chi ha visto bruciare case e stalle \u2013 e sono molti \u2013 chiede asilo  ai parenti. Vengono catturati, tra gli altri, quattro partigiani, che vengono torturati e  condannati senza processo.<br \/>\nL\u2019uccisione dei quattro partigiani viene fissata per il 2 gennaio, ma la devono  rimandare di un giorno perch\u00e9 la ditta Vismara con il pretesto di un guasto si \u00e8  rifiutata di fornire il camion che servir\u00e0 al trasporto delle bare. Una  relazione ufficiale, datata 22.11.1945, \u00e8 firmata dal medico condotto di  Valaperta, un omone grande e grosso che ebbe modo di  raccontare al figlio Luigi quella scena orribile, con un partigiano a terra che  gemeva e il fascista venuto a dargli il colpo di grazia: una scena tale da far  gridare ai preti e al medico \u00ab<em>Basta, non \u00e8 mica un cane!<\/em>\u00bb.<br \/>\nIl 26 aprile 1945, il signor <span style=\"color: #800000;\">Formigoni <\/span>padre si era  gi\u00e0 dato, non lo si trovava. Venne processato in contumacia ma, dati i tempi,  venne amnistiato e condannato solo come collaborazionista. <span style=\"color: #800000;\"> Osceno<\/span>. Cos\u00ec come era scomparso, ricomparve. Abit\u00f2 a Lecco, fece l\u2019ingegnere all\u2019<span style=\"color: #800000;\">Enel<\/span>,  si fece vedere pochissimo in giro. Uno studioso di storia locale di Valaperta,  Angelo Galbusera, gli scrisse parecchie volte, senza mai avere risposta.<br \/>\n<span style=\"color: #800000;\">Emilio<\/span> <span style=\"color: #800000;\">Formigoni <\/span>\u00e8  morto il 6 febbraio 2000, a ben <span style=\"color: #800000;\">98 anni<\/span>. Senza vergogna, come il figlio.<br \/>\n<span style=\"color: #808080;\">(<a href=\"http:\/\/www.trivigante.it\/b.site\/b.site_set07.htm\" target=\"_blank\">b.site of the moon<\/a> 27 settembre 2007).<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 25 in corteo e sul palco di Milano c&#8217;era anche Roberto Formigoni, governatore della Regione. 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