{"id":1569,"date":"2009-04-25T00:02:19","date_gmt":"2009-04-24T22:02:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.trivigante.it\/public\/tregenda\/?p=1569"},"modified":"2025-12-08T19:11:15","modified_gmt":"2025-12-08T18:11:15","slug":"il-mio-25-aprile-e-quello-di-dolfino-ortolan","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.trivigante.it\/public\/tregenda\/2009\/04\/il-mio-25-aprile-e-quello-di-dolfino-ortolan\/","title":{"rendered":"il mio 25 aprile e quello di Dolfino Ortolan"},"content":{"rendered":"\n<p>Io il <span style=\"color: #800000;\">25 aprile<\/span> mi sveglio presto, eccitato come i bambini a Santa Lucia in odor di regali, perch\u00e9 \u00e8 la mia giornata di festa. Io il 25 aprile mi sveglio felice. E&#8217; un giorno che attendo per settimane, chiedendomi se ci sar\u00e0 il sole o la pioggia, se io abbia scassato a sufficienza i miei congiunti con la bellezza primaverile del 25 aprile e chiedendomi ancora se c&#8217;\u00e8 qualcosa che avrei dovuto fare e che non ho fatto. Ma non mi chiedo mai se sar\u00e0 una bella giornata, perch\u00e9 il 25 aprile \u00e8 <em>sempre <\/em>una bella giornata: in manifestazione a Milano. Perch\u00e9 il 25 si pu\u00f2 essere solo a Milano, magari a Torino, ma non altrove: a Bologna bisognerebbe essere il 21, a Roma quasi un anno prima, il 25 si va a Milano. E poi c&#8217;\u00e8 gente meravigliosa, sorridente e insieme incazzata, mi sorprende ogni anno vedere quanto sono, complessivamente, belli i manifestanti di Milano, dico anche fisicamente. Belli. Come quando si camminava per strada e si urlava ai missilini in culo a Spadolini, belli anche allora. E poi non c&#8217;\u00e8 bisogno di accordarsi e di organizzarsi, si \u00e8 l\u00e0 e basta, e non esiste impegno in grado di battere la manifestazione a Milano, mai! E la mattina si passa nei prati a porta Venezia, poi in corteo. E ci possono essere la pioggia, le moltitudini, i sindaci e la ressa, eppure si incontrano sempre tutte le persone che ci si aspetta di vedere, non so come accada ma accade: ci si incontra comunque. E poi si arriva in piazza Duomo quando gi\u00e0 tutto \u00e8 finito, e nemmeno si intuisce chi abbia parlato dal palco, tanto non importa, il bello viene prima.<br>\nIl 25 aprile \u00e8 il mio natale, anzi meglio: \u00e8 l&#8217;unica ricorrenza annuale in cui non mi tocca scendere in piazza per ricordare una strage o per protestare contro il pacchetto sicurezza (eddai, il 2 giugno \u00e8 un po&#8217; una <em>s\u00f2la<\/em>, una roba per sottosegretari), \u00e8 una festa vera, che si \u00e8 felici e si celebra una vittoria. Capito? Una VITTORIA!<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"159\" height=\"287\" src=\"http:\/\/www.trivigante.it\/public\/tregenda\/wp-content\/uploads\/2009\/04\/dolfino_ortolan.png\" alt=\"dolfino_ortolan\" class=\"wp-image-1577\" title=\"dolfino_ortolan\"\/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Poi, come sempre, mi vien gi\u00f9 un magone ma un magone, che a pensarci bene mi vengono i brividi. Perch\u00e9 il pensiero dei morti e dei fucili, dei fascisti e delle spie, del fango, tanto, del freddo e di tutti quelli, persone vere, che sono morti per una cazzata in testa a un fascista, che sono caduti per un minuto in pi\u00f9 o in meno, di coloro che nemmeno si sono accorti che stavano morendo perch\u00e9 guardavano di l\u00e0, il pensiero di chi \u00e8 stato eroe al di l\u00e0 di ogni immaginazione e noi nemmeno lo sappiamo, di chi ha fatto cose pazzesche come fossero normali mi immagona.<br>\nIl pensiero di chi, per resistere all&#8217;ingiustizia e al sopruso, \u00e8 morto a sedici anni. <span style=\"color: #800000;\">Adolfo Ortolan<\/span> divenne &#8220;Dolfino&#8221; nel febbraio del &#8217;44, quando il suo pap\u00e0 mise su una banda dalle parti della Mestre degli operai per lottare contro il nemico invasore e contro i fascisti. Dentro nella banda, anche se si hanno solo quindici anni: parrebbero pochi, oggi, se non fosse che il pi\u00f9 grande di anni ne aveva diciannove. E allora avanti con la lotta, dentro e fuori dai canali e dai fossi, che poi non ci son mica le montagne su cui salire, bisogna nascondersi nelle case e dietro gli argini, nei pochi boschi, bisogna star lontani dalle strade e farsi furbi. E avanti, senza fermarsi, perch\u00e9 stavolta pare davvero che gli americani vengon su, chiss\u00e0 cosa aspettano ancora, e poi i russi sono a Berlino, e dai avanti!, ancora qualche giorno, che bisogna liberare Treviso. <span style=\"color: #800000;\">E poi arriva il 25 aprile 1945, proprio il 25<\/span>: Dolfino e la banda sono in una casa colonica a <span style=\"color: #800000;\">Canizzano<\/span> quando vengono accerchiati dai maledetti della Brigata nera &#8220;Cavallin&#8221; di                       Treviso. Si spara, qualcuno esce dalle finestre, molti vengono feriti. I fascisti bruciano la casa, ammazzano le bestie, sparano in testa al fattore. Poi pigliano i feriti, tra cui Dolfino, e li ammazzano a bastonate sul capo. Perch\u00e9 loro non fanno prigionieri, no, mica stupidi come la banda di Dolfino che due settimane prima aveva liberato tutti i prigionieri con meno di diciotto anni, no. <span style=\"color: #800000;\">E Dolfino e gli altri muoiono il 25 aprile<\/span>. Se manca poco non basta, non deve mancare niente, tutto deve essere finito, un minuto prima ancora non vale.<br>\nIl 25 Dolfino mor\u00ec e la sua povera mamma impazz\u00ec di dolore.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Io il 25 aprile mi sveglio presto, eccitato come i bambini a Santa Lucia in odor di regali, perch\u00e9 \u00e8 la mia giornata di festa. Io il 25 aprile mi sveglio felice. 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