{"id":1479,"date":"2009-05-02T07:32:17","date_gmt":"2009-05-02T05:32:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.trivigante.it\/public\/tregenda\/?p=1479"},"modified":"2025-12-08T19:06:38","modified_gmt":"2025-12-08T18:06:38","slug":"lo-spirito-nel-granaio-omaggio-a-dino-buzzati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.trivigante.it\/public\/tregenda\/2009\/05\/lo-spirito-nel-granaio-omaggio-a-dino-buzzati\/","title":{"rendered":"lo spirito nel granaio (omaggio a Dino Buzzati)"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.trivigante.it\/public\/tregenda\/wp-content\/uploads\/2009\/04\/belluno-villa-buzzati.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"480\" height=\"319\" src=\"http:\/\/www.trivigante.it\/public\/tregenda\/wp-content\/uploads\/2009\/04\/belluno-villa-buzzati.jpg\" alt=\"belluno-villa-buzzati\" class=\"wp-image-1483\" title=\"belluno-villa-buzzati\" srcset=\"https:\/\/www.trivigante.it\/public\/tregenda\/wp-content\/uploads\/2009\/04\/belluno-villa-buzzati.jpg 480w, https:\/\/www.trivigante.it\/public\/tregenda\/wp-content\/uploads\/2009\/04\/belluno-villa-buzzati-200x132.jpg 200w\" sizes=\"auto, (max-width: 480px) 100vw, 480px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Nel 1965 Dino Buzzati decise di ritornare in Val Belluna per una notte, nella casa della sua infanzia. Nonostante non fosse tipica terra da stregonerie e da fantasmi, la gente non avesse molti umori fantastici e i declivi e la campagna sembrassero bonari, la casa &#8211; fin dall&#8217;infanzia di Buzzati &#8211; pare fosse infestata da uno spirito di un antico fattore, forse un certo Fontana che defraudava le misure del granturco. Spirito che a mezzanotte attraversava il pavimento del granaio camminando da parete a parete, calpestando sonoramente i tavolacci di legno e rimestando tra i mucchi di grano e mais, il suo tormento.<br>\nSi dice che gli spiriti perdano di anno in anno in vitalit\u00e0 e consistenza, che dimagriscano e si attenuino, che le loro impronte si facciano fievoli e sottili fino a dissiparsi del tutto, dissolte e smussate con l&#8217;andare del tempo: per ci\u00f2, ormai quasi sessantenne, Buzzati decise di tornare nella vecchia casa, per assaporare ancora una volta quella soggezione solenne e antica che vien su la notte dai rintocchi, dai passi sul legno, quella folla di volti, di voci e di momenti perduti che avevano costituito la sua infanzia.<br>\nAnche uno spirito \u00e8 questo.<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<p><br>\nCustodiva la casa l&#8217;Amabile, Maria Pia Orzetti di quasi quarant&#8217;anni, chiss\u00e0 perch\u00e9 soprannominata cos\u00ec, forse perch\u00e9 pi\u00f9 facile da dire, vedova da due mesi per incidente di motocicletta. Accolto Buzzati, ascolt\u00f2 con calma e pazienza il suo piano di passare la notte nel granaio, per vedere lo spirito, lo guard\u00f2 come si guarda un parente strambo e gli prepar\u00f2 la cena. Poco dopo, lo scrittore sal\u00ec su nel granaio, una sedia, una candela e una torcia elettrica, e si mise da solo ad aspettare.<br>\nSilenzio. Poi un&#8217;auto, poi un&#8217;altra. Silenzio. La fiamma della candela che traballa, poi si ferma e poi ricomincia. Rumore di pioggia, ticchett\u00eco sulle foglie. E poi ancora silenzio. Una campana di una chiesa vicina suona la mezzanotte. Silenzio. Tramestio sulle travi di sopra, topi probabilmente, un cane da lontano chiama e non piove pi\u00f9. A un certo punto, un passo, un altro, un breve rantolo. Un passo strascicato, pesante, che si avvicina. Un tuffo al cuore. Il suono viene dalla parte sbagliata, da dietro. E&#8217; l&#8217;Amabile, che apre appena la porta da dentro una fetta di buio per controllare che tutto vada bene. S\u00ec, Amabile, vada pure a dormire, grazie.<br>\nOrmai l&#8217;incantesimo si era rotto, troppo tardi, lo spirito non venne e forse non sarebbe mai pi\u00f9 venuto. Che tristezza e che dolore quando ci tocca capire che le cose del passato non torneranno mai pi\u00f9, niente sar\u00e0 come prima, ci\u00f2 che \u00e8 stato ormai non \u00e8 e le stanze resteranno vuote, i cassetti e gli armadi inutili, le cose pi\u00f9 di nessuno. Tocca sbatterci la faccia e quando accade vien su una nostalgia ma una nostalgia che c&#8217;\u00e8 da sbattere la testa per farla passare. Lo spirito se ne era dunque andato, dissolto, e con lui tutto il resto. E lo dice bene Buzzati:<\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8220;Addio, spirito antico, anche tu consumato dal tempo a poco a poco, simbolo di una et\u00e0 felice e defunta, della remota fanciullezza, delle favole, delle parole che dissi e che udii, dei lari benigni, dei vecchi che non conobbi, del padre, della mamma, addio&#8221;.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Era dunque venuta mattina e non restava altro che salutare l&#8217;Amabile e tornare a Milano, avendo sapute cose che si sapevano gi\u00e0, da qualche parte dentro al cuore. <em>&#8220;Arrivederci, Amabile&#8221;<\/em>. <em>&#8220;Arrivederci signor Dino. Ieri sera non \u00e8 venuto, poi?&#8221;<\/em>. <em>&#8220;No, Amabile, purtroppo no&#8221;<\/em>. <em>&#8220;Mi dispiace, io l&#8217;ho aspettato fino alle undici. Poi mi scuser\u00e0 ma sono andata a dormire, che ero cos\u00ec stanca&#8221;<\/em>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel 1965 Dino Buzzati decise di ritornare in Val Belluna per una notte, nella casa della sua infanzia. Nonostante non fosse tipica terra da stregonerie e da fantasmi, la gente non avesse molti umori fantastici e i declivi e la campagna sembrassero bonari, la casa &#8211; fin dall&#8217;infanzia di Buzzati &#8211; pare fosse infestata da [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[7],"tags":[],"class_list":["post-1479","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-estasi"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.trivigante.it\/public\/tregenda\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1479","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.trivigante.it\/public\/tregenda\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.trivigante.it\/public\/tregenda\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.trivigante.it\/public\/tregenda\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.trivigante.it\/public\/tregenda\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1479"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.trivigante.it\/public\/tregenda\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1479\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":8193,"href":"https:\/\/www.trivigante.it\/public\/tregenda\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1479\/revisions\/8193"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.trivigante.it\/public\/tregenda\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1479"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.trivigante.it\/public\/tregenda\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1479"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.trivigante.it\/public\/tregenda\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1479"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}