{"id":6130,"date":"2017-09-13T05:25:12","date_gmt":"2017-09-13T03:25:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.trivigante.it\/cose\/?p=6130"},"modified":"2024-02-09T20:49:10","modified_gmt":"2024-02-09T19:49:10","slug":"27-marzo-1968-in-morte-di-jurij-gagarin","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.trivigante.it\/cose\/?p=6130","title":{"rendered":"27 marzo 1968, in morte di Jurij Gagarin"},"content":{"rendered":"<p>Un articolo di Gianni Brera dai curiosi toni, stranamente personali e lirici con quel nome italianizzato che lascia un po&#8217; cos\u00ec, scritto in morte del cosmonauta. Lo riporto perch\u00e9 mi ha colpito, non me l&#8217;aspettavo da Brera.<\/p>\n<p class=\"testo-filo-5\">\u00a0<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-970 alignleft\" src=\"http:\/\/www.trivigante.it\/cose\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/virgolette-aperte.png\" alt=\"\" width=\"59\" height=\"54\" srcset=\"https:\/\/www.trivigante.it\/cose\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/virgolette-aperte.png 342w, https:\/\/www.trivigante.it\/cose\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/virgolette-aperte-300x275.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 59px) 100vw, 59px\" \/>Giorgio Gagarin \u00e8 morto. Era stato il primo messaggero degli uomini nel cosmo: l\u2019eroe che esprimeva l\u2019ansia di tutti noi, improvvisamente umiliati dalla pochezza del nostro mondo. Quando un grande eroe perisce, l\u2019uomo appena degno di questo nome sente ingroppirsi la gola. Non valgono parole a celebrarlo. Tanto meno le parole di un umile artigiano della penna. Giorgio Gagarin aveva nel volto chiaro e onesto la serena innocenza del predestinato. Per singolare destino, gli eroi veri sono candidi: i loro occhi esprimono mite purezza: sono puliti fino a commuovere.<br \/>\nGiorgio Gagarin assurge ora a simbolo d\u2019un nobile popolo pervenuto alla ribalta della storia traverso inenarrabili sacrifici. Voi potete pensarla come volete a proposito di socialismo. Ricordando Giorgio Gagarin non dovete macchiarvi di calcoli banali, troppo bassi per lui e per la sua gloria. Giorgio Gagarin era un contadino russo. Con venti copechi si \u00e8 iscritto a un Aereo Club e ha conseguito il brevetto di pilota d\u2019aereo. Quando si ricercavano astronauti per la conquista del cosmo, Giorgio Gagarin si \u00e8 presentato ed \u00e8 toccata a lui la fortuna di precedere tutti.<br \/>\nEra un individuo perfetto. Aveva tanto coraggio da accettare il rischio con superumana calma. \u00c8 cos\u00ec entrato nel novero dei pochissimi che aiutano i loro simili \u2013 in apparenza \u2013 a sentirsi uomini, cio\u00e8 superiori alle bestie. Tra questi pochissimi potete includere alcuni santi soavi ed eroici, alcuni sublimi artisti, alcuni scienziati. Giorgio Gagarin era egli pure un santo, incoronato di un\u2019aureola scientifica: \u00e8 in effetti l\u2019ultimo santo della nostra religione assurta a filosofia, dunque a scienza.<br \/>\nNon vi sono molti modi di rendere omaggio a un santo che aiutandoci a vivere ci onora. Io sono sopraffatto da queste espressioni che mi vengono dritte dal cuore e da una cultura che\u00a0purtroppo ignora le rampe dei lanci interplanetari. Avrei semplicemente voglia di piangere e penso che se fossi a Mosca andrei al funerale di Giorgio Gagarin sentendomi per una volta esaltato di vivere in tempi che si onorano di lui.<br \/>\nLa vita non \u00e8 solo rifugio di vili se esprime uomini come Giorgio Gagarin: ma poich\u00e9 la nostra natura \u00e8 mediocre, io da pover\u2019uomo mediocre annoto in questo diario che la terra era troppo bassa per quell\u2019anima grande e serena. La limpida fantasia dei primitivi era meno ingombra di simboli distorti: i loro eroi venivano rapiti in cielo: la memoria di essi era mito.<br \/>\nUn epicedio di Giorgio Gagarin \u00e8 veramente valido se viene composto di sole lacrime virili. Addio, dunque, Giorgio Gagarin di Mosca. Domani, non veduto, coglier\u00f2 un fiore e pronuncer\u00f2 il tuo nome: forse pianter\u00f2 un albero, un umile salice di riva, che ti ricordi a ogni frusciare di foglie. Sollever\u00f2 una zolla come per gettarla sulla tua tomba. La mia mano tozz<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-971 alignright\" src=\"http:\/\/www.trivigante.it\/cose\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/virgolette-chiuse.png\" alt=\"\" width=\"59\" height=\"54\" srcset=\"https:\/\/www.trivigante.it\/cose\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/virgolette-chiuse.png 342w, https:\/\/www.trivigante.it\/cose\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/virgolette-chiuse-300x275.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 59px) 100vw, 59px\" \/>a di contadino stringer\u00e0 e tratterr\u00e0 quella zolla per un istante. Nessuno dovr\u00e0 sapere con quanta fierezza compir\u00f2 simile gesto, io contadino come te, Giorgio Gagarin di Mosca.<\/p>\n<p>Da Gianni Brera, <em>Il principe della zolla<\/em>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un articolo di Gianni Brera dai curiosi toni, stranamente personali e lirici con quel nome italianizzato che lascia un po&#8217; cos\u00ec, scritto in morte del cosmonauta. 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