{"id":35486,"date":"2026-01-27T07:42:00","date_gmt":"2026-01-27T06:42:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.trivigante.it\/cose\/?p=35486"},"modified":"2026-01-30T18:04:11","modified_gmt":"2026-01-30T17:04:11","slug":"una-storia-che-valeva-la-pena-di-essere-raccontata-il-tatuatore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.trivigante.it\/cose\/?p=35486","title":{"rendered":"una storia che valeva la pena di essere raccontata: il tatuatore"},"content":{"rendered":"\n<p>Questa foto la scattai ad Auschwitz perch\u00e9, pensavo, avrei voluto riguardare a lungo alcuni volti dei deportati e uccisi nel campo di sterminio, visti in modo irrispettoso camminando in fretta per i corridoi, volevo dare un volto e un nome almeno a uno o due di quei numeri che, ormai, li contraddistinguevano.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"785\" src=\"https:\/\/www.trivigante.it\/cose\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Immagine-2026-01-30-173934-1024x785.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-35488\" srcset=\"https:\/\/www.trivigante.it\/cose\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Immagine-2026-01-30-173934-1024x785.jpg 1024w, https:\/\/www.trivigante.it\/cose\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Immagine-2026-01-30-173934-615x471.jpg 615w, https:\/\/www.trivigante.it\/cose\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Immagine-2026-01-30-173934-768x589.jpg 768w, https:\/\/www.trivigante.it\/cose\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Immagine-2026-01-30-173934.jpg 1079w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>La cosa mi procur\u00f2 un certo imbarazzo, non avrei voluto n\u00e9 fotografare n\u00e9 conservare a fianco delle foto delle vacanze, n\u00e9 &#8211; come cerco di fare di solito &#8211; pubblicare tra le mie scemenze. Ma oggi \u00e8 il giorno della memoria e <em>licet insanire semel in anno<\/em>, no? Cos\u00ec poi, domani, pensiamo ad altro, che dobbiamo rilassarci.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho invece scelto diversamente, ovvero di ritirare fuori, guardare intensamente, pubblicare, perch\u00e9 ho appena finito di guardare una breve serie sulla storia personale di Lali Sokolov e il suo amore, Gisela &#8220;Gita&#8221; Fuhrmannova. Sokolov, un imprenditore slovacco, si salv\u00f2 facendo il tatuatore di numeri sugli avambracci dei deportati, scusandosi ogni volta e cercando di usare i privilegi della sua posizione in favore di altri deportati, Fuhrmannova su tutti, di cui si era innamorato nel campo. Che non ci si crede possa accadere. Comunque. La serie, miniserie, sebbene parli di storie personali e non abbia certo l&#8217;ampio respiro di un racconto come la vicenda storica meriterebbe, ha per\u00f2 parecchi pregi: innanzitutto mostra con chiarezza la vita nelle baracche e le vicissitudini del campo, senza cedere pi\u00f9 di tanto ai nostri tempi cos\u00ec impressionabili in cui non si pu\u00f2 mostrare il peggio; inoltre ha certi pregi di racconto, non nascondendo anche i comportamenti miserabili, talora, dei protagonisti o, per esempio, non nascondendo che alla liberazione il &#8216;vissero felici e contenti&#8217; non accadde per nessuno, raccontandone gli incubi, o, infine, raccontando il dilemma del protagonista nel rapporto con una SS che, comunque, ebbe la propria parte nella sopravvivenza di Sokolov. Manca il titolo: &#8216;Il tatuatore di Auschwitz&#8217; (<em>The Tattooist of Auschwitz<\/em>), ora \u00e8 in streaming <a href=\"https:\/\/www.nowtv.it\/streaming\/il-tatuatore-di-auschwitz\/skyatlantic_d3f93328f23447d38b0e69f5ee5a6b47\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">qui<\/a> ma comunque girer\u00e0. Ecco, tutto quello che ho fatto oggi in relazione alla giornata della memoria: ho visto una cosa, l&#8217;ho consigliata. Bravo, davvero. Oh, trivigante, qua tocca far di meglio, eh.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questa foto la scattai ad Auschwitz perch\u00e9, pensavo, avrei voluto riguardare a lungo alcuni volti dei deportati e uccisi nel campo di sterminio, visti in modo irrispettoso camminando in fretta per i corridoi, volevo dare un volto e un nome almeno a uno o due di quei numeri che, ormai, li contraddistinguevano. 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