{"id":3312,"date":"2016-11-02T07:12:25","date_gmt":"2016-11-02T06:12:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.trivigante.it\/cose\/?p=3312"},"modified":"2024-02-09T20:49:59","modified_gmt":"2024-02-09T19:49:59","slug":"primo-levi-arbeit-macht-frei","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.trivigante.it\/cose\/?p=3312","title":{"rendered":"Primo Levi: \u00abArbeit Macht Frei\u00bb"},"content":{"rendered":"<blockquote>\n<h4><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-970 alignleft\" src=\"http:\/\/www.trivigante.it\/cose\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/virgolette-aperte.png\" alt=\"virgolette-aperte\" width=\"59\" height=\"54\" srcset=\"https:\/\/www.trivigante.it\/cose\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/virgolette-aperte.png 342w, https:\/\/www.trivigante.it\/cose\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/virgolette-aperte-300x275.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 59px) 100vw, 59px\" \/>Come \u00e8 noto, erano queste le parole che si leggevano sul cancello di ingresso nel Lager di Auschwitz. Il loro significato letterale \u00e8 \u00abil lavoro rende liberi\u00bb; il loro significato ultimo \u00e8 assai meno chiaro, non pu\u00f2 che lasciare perplessi, e si presta ad alcune considerazioni.<br \/>\nIl Lager di Auschwitz era stato creato piuttosto tardi; era stato concepito fin dall\u2019inizio come campo di sterminio, non come campo di lavoro. Divenne campo di lavoro solo verso il 1943, e soltanto in misura parziale ed in modo accessorio; e quindi credo da escludersi che quella frase, nell\u2019intento di chi la dett\u00f2, dovesse venire intesa nel suo senso piano e nel suo ovvio valore proverbiale-morale.<br \/>\n\u00c8 pi\u00fa probabile che avesse significato ironico: che scaturisse da quella vena di umorismo pesante, protervo, funereo, di cui i tedeschi hanno il segreto, e che solo in tedesco ha un nome. Tradotta in linguaggio esplicito, essa, a quanto pare, avrebbe dovuto suonare press\u2019a poco cos\u00ed:<br \/>\n\u00abIl lavoro \u00e8 umiliazione e sofferenza, e si addice non a noi, Herrenvolk, popolo di signori e di eroi, ma a voi, nemici del terzo Reich. La libert\u00e0 che vi aspetta \u00e8 la morte\u00bb.<br \/>\nIn realt\u00e0, e nonostante alcune contrarie apparenze, il disconoscimento, il vilipendio del valore morale del lavoro era ed \u00e8 essenziale al mito fascista in tutte le sue forme. Sotto ogni militarismo, colonialismo, corporativismo sta la volont\u00e0 precisa, da parte di una classe, di sfruttare il lavoro altrui, e ad un tempo di negargli ogni valore umano. Questa volont\u00e0 appare gi\u00e0 chiara nell\u2019aspetto antioperaio che il fascismo italiano assume fin dai primi anni, e va affermandosi con sempre maggior precisione nella evoluzione del fascismo nella sua versione tedesca, fino alle massicce deportazioni in Germania di lavoratori provenienti da tutti i paesi occupati, ma trova il suo coronamento, ed insieme la sua riduzione all\u2019assurdo, nell\u2019universo concentrazionario.<br \/>\nAllo stesso scopo tende l\u2019esaltazione della violenza, essa pure essenziale al fascismo: il manganello, che presto assurge a valore simbolico, \u00e8 lo strumento con cui si stimolano al lavoro gli animali da soma e da traino.<br \/>\nIl carattere sperimentale dei Lager \u00e8 oggi evidente, e suscita un intenso orrore retrospettivo. Oggi sappiamo che i Lager tedeschi, sia quelli di lavoro che quelli di sterminio, non erano, per cos\u00ed dire, un sottoprodotto di condizioni nazionali di emergenza (la rivoluzione nazista prima, la guerra poi); non erano una triste necessit\u00e0 transitoria, bens\u00ed i primi, precoci germogli dell\u2019Ordine Nuovo. Nell\u2019Ordine Nuovo, alcune razze umane (ebrei, zingari) sarebbero state spente; altre ad esempio gli slavi in genere ed i russi in specie sarebbero state asservite e sottoposte ad un regime di degradazione biologica accuratamente studiato, onde trasformarne gli individui in buoni animali da fatica, analfabeti, privi di qualsiasi iniziativa, incapaci di ribellione e di critica.<br \/>\nI Lager furono dunque, in sostanza, \u00abimpianti piloti\u00bb, anticipazioni del futuro assegnato all\u2019Europa nei piani nazisti. Alla luce di queste considerazioni, frasi come quella di Auschwitz, \u00abIl lavoro rende liberi\u00bb, o come quella di Buchenwald, \u00abAd ognuno il suo\u00bb, assumono un significato preciso e sinistro. Sono, a loro volta, anticipazioni delle nuove tavole della Legge, dettata dal padrone allo schiavo, e valida solo per quest\u2019ultimo.<br \/>\nSe il fascismo avesse prevalso, l\u2019Europa intera si sarebbe trasformata in un complesso sistema di campi di lavoro forzato e di sterminio, e quelle parole, cinicamente edificanti, si sarebbero lette sulla porta di ingresso di tutte le officine e di tutti i cantieri.<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-971 alignright\" src=\"http:\/\/www.trivigante.it\/cose\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/virgolette-chiuse.png\" alt=\"virgolette-chiuse\" width=\"59\" height=\"54\" srcset=\"https:\/\/www.trivigante.it\/cose\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/virgolette-chiuse.png 342w, https:\/\/www.trivigante.it\/cose\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/virgolette-chiuse-300x275.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 59px) 100vw, 59px\" \/><\/h4>\n<p>In \u00abTriangolo Rosso\u00bb, Aned, novembre 1959.<\/p><\/blockquote>\n<p>Questo e molti altri articoli di Primo Levi si trovano in <em>L&#8217;asimmetria e la vita. Articoli e saggi 1955-1987<\/em>, Einaudi, o in <em>Opere<\/em>, stesso editore, 1997.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come \u00e8 noto, erano queste le parole che si leggevano sul cancello di ingresso nel Lager di Auschwitz. Il loro significato letterale \u00e8 \u00abil lavoro rende liberi\u00bb; il loro significato ultimo \u00e8 assai meno chiaro, non pu\u00f2 che lasciare perplessi, e si presta ad alcune considerazioni. 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