{"id":23454,"date":"2022-09-01T06:06:00","date_gmt":"2022-09-01T04:06:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.trivigante.it\/cose\/?p=23454"},"modified":"2024-02-09T20:42:43","modified_gmt":"2024-02-09T19:42:43","slug":"minidiario-scritto-un-po-cosi-di-un-breve-giro-in-una-fine-estate-elettorale-quattro-carta-ma-soprattutto-lavatrici-studioli-portati-via-tramutare-inghippi-in-occasioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.trivigante.it\/cose\/?p=23454","title":{"rendered":"minidiario scritto un po\u2019 cos\u00ec di un breve giro in una fine estate elettorale: quattro, carta ma soprattutto lavatrici, studioli portati via, tramutare inghippi in occasioni"},"content":{"rendered":"\n<p>Tra l&#8217;altro, a Sansepolcro qualche anno fa infuriava il dibattito sulle origini della citt\u00e0, con il dottor Benini che ipotizzava l&#8217;accampamento romano e il dottor Ribalta (<em>nomen<\/em>) che ne contestava le premesse, con pubbliche interminabili discussioni tra i maggiorenti. Ma c&#8217;era un vizio di sostanza, nel senso che i due erano cognati, si sospetta che parte dell&#8217;acrimonia fosse per quella ragione. Chiss\u00e0 le cene di natale.<\/p>\n\n\n\n<p>Comunque, riprendo. Scendo dal tempietto di Valadier, proseguo per la gola di Frasassi e vado a Fabriano. Esattamente, quella di tutti i nostri album da disegno. In realt\u00e0, a dirla bene, la cartiera che fa gli album che conosciamo tutti si chiama Milani ma \u00e8 ormai per antonomasia &#8216;Fabriano&#8217;, perch\u00e9 nel tempo si \u00e8 comprata tutte le altre cartiere della zona, centinaia. Poi, che al mercato mio padre compr\u00f2, a sua volta \u00e8 stata comprata dalla Fedrigoni di Verona, stesso settore, e poi tutto il gruppo dal fondone Bain Capital di Boston, e ciao carta italiana prestigio nel mondo.<br>Se lo stesso gruppo industriale della carta si \u00e8 ridotto di parecchio, 550 operai oggi contro le migliaia di un tempo, il vero lavoro novecentesco a Fabriano veniva dal gruppo Merloni, un colosso degli elettrodomestici e primo produttore italiano, per citare un po&#8217; di marchi Indesit, Scholt\u00e8s, Philco Italia, Ariston Thermo Group, pi\u00f9 interessi diversificati come la Benelli di Pesaro, motociclette, e via cos\u00ec. Parlo al passato perch\u00e9 nel 1975 il marchio ha cessato di esistere, i marchi scorporati in attivit\u00e0 autonome quando non scomparsi, per poi entrare in crisi in anni recenti. Tanta era la ricchezza di questo piccolo borgo quanto lo \u00e8 la crisi attuale, che si manifesta con la disoccupazione al venti per cento e poche opportunit\u00e0 in valle, se non il turismo pi\u00f9 su. Ma il turismo degli stabilimenti abbandonati \u00e8 ancora troppo di nicchia per contarci fino in fondo.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"975\" height=\"877\" src=\"http:\/\/www.trivigante.it\/cose\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/220901.fabriano.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-23481\" srcset=\"https:\/\/www.trivigante.it\/cose\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/220901.fabriano.jpg 975w, https:\/\/www.trivigante.it\/cose\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/220901.fabriano-615x553.jpg 615w, https:\/\/www.trivigante.it\/cose\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/220901.fabriano-768x691.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 975px) 100vw, 975px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Venire qui, a Fabriano, e non imparare nulla sulla carta e sulla sua storia sarebbe proprio da stolti, allora mi ci metto e due cose le memorizzo. Tocca abbozzare ma anche questa cosa, la carta, l&#8217;hanno inventata i cinesi, e ben prima di Cristo, le ultime ipotesi parlano del secondo secolo prima. Mantennero il segreto a lungo, incredibilmente, perch\u00e9 mille anni dopo erano ancora gli unici a produrla, tutti gli altri a papiro e pergamena. Si ipotizza, poi, che la formula segreta sia passata a noi per via degli arabi, attorno al 750, ma gli studiosi non sono ancora concordi su come ci\u00f2 sia avvenuto. Io non so niente, per carit\u00e0, ma un paio di giorni fa sull&#8217;appennino tosco-emiliano sono passato da un paese che ha un nome significativo, Mercato Saraceno, secondo me qualche indizio qua e l\u00e0 c&#8217;\u00e8. Comunque, appreso il segreto, ovviamente poi il genio italico &#8211; ah, le narrazioni locali &#8211; ha perfezionato il prodotto, migliorato, inventata la filigrana, usato i magli verticali che sfibravano canapa e lino pi\u00f9 velocemente e meglio e siamo diventati campioni del mondo nella carta. Va bene. Anche se ricordo in Cina certe carte che erano proprio difficili da battere. Ecco, ultima cosa: fino a met\u00e0 dell&#8217;Ottocento, quando il monopolio della carta europea era in mano agli inglesi, la carta si faceva con gli stracci. Il passaggio alla polpa di legno si deve a loro.<\/p>\n\n\n\n<p>Diluvia, ma come accade spesso d&#8217;agosto basta sedersi al riparo e aspettare. Con tutte le richieste d&#8217;acqua finora, sarebbe poi vergognoso lamentarsene. Quando spiove, saluto Fabriano e vado a Gubbio, pochi chilometri a est ma, di nuovo, passaggio di regione. La piana nella quale sorge \u00e8 davvero strepitosa, coronata da colline e qualche monte un poco pi\u00f9 alto, il monte Ingino, attraversata da due torrenti, Camignano e Cavarello che, essendo torrenti al momento non esistono, e cielo limpido. Una meraviglia.<br>A dire Gubbio di solito viene in mente il santo Francesco e il lupo, ovvero il fatto miracoloso: \u00abVieni qui, frate lupo, io ti comando dalla parte di Cristo che tu non facci male n\u00e9 a me n\u00e9 a persona\u00bb e quello buono. Io sono qui non per quello, non sto facendo il cammino di Assisi, bens\u00ec per i Montefeltro, ancora. Federico di Montefeltro, associato perlopi\u00f9 e giustamente a Urbino, <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"http:\/\/www.trivigante.it\/cose\/?p=22010\" target=\"_blank\">ne scrivevo anch&#8217;io qualche mese fa<\/a>, in realt\u00e0 nacque qui, a Gubbio, figlio di Guidantonio conte e di madre ignota. Ahi. Si ritrov\u00f2 cos\u00ec ad avere davanti un altro erede, tale Oddantonio e, di conseguenza, a essere mandato via da Urbino e ad essere addirittura scambiato come ostaggio dai veneziani. Dopo un po&#8217; di vagolamenti fruttuosi, condottiero persino a Milano, ecco arrivare l&#8217;opportuna congiura che elimina Oddantonio, chi l&#8217;avrebbe detto?, ed ecco spalancarsi le porte del potere, Urbino e il Montefeltro. Fe.Dux. Talmente bravo, Federico, da non risultare mai coinvolto nella congiura, quando \u00e8 evidente che era quello che ne aveva pi\u00f9 da guadagnare. Gubbio, insieme a Urbania, divenne un luogo di soggiorno e di esercizio del potere, oltre naturalmente a Urbino, per cui venne dotata di opportuno palazzo ducale, con gli stessi crismi del principale. Ovvero, cortile rinascimentale, architravi delle porte marchiati, studiolo meraviglioso tutto in legno intarsiato, gemello di quello urbinate. Il principio che sottintendeva tutto quanto, lo studio e la pratica delle arti nell&#8217;esercizio di governo, \u00e8 ben riassunto nei versi dell&#8217;Eneide nello studiolo: \u00abFisso a ciascuno il suo giorno, breve e irrevocabile il tempo \/ Della vita per tutti: gloria allargar con le azioni, \/ questo ottiene virt\u00f9\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"650\" height=\"487\" src=\"http:\/\/www.trivigante.it\/cose\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/220901.studiolo.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-23494\" srcset=\"https:\/\/www.trivigante.it\/cose\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/220901.studiolo.jpg 650w, https:\/\/www.trivigante.it\/cose\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/220901.studiolo-615x461.jpg 615w\" sizes=\"auto, (max-width: 650px) 100vw, 650px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>A fine Ottocento, sto correndo ma le cose da dire sarebbero moltissime, il palazzo fu acquistato dai ricchi Nonmiricordochi, e spogliato di ogni cosa vendibile. Compreso, <em>horribile dictu<\/em>, lo studiolo, smontato, venduto a Nemmenoquestomiricordo che lo fece rimontare nella propria villa di Frascati per poi, sciagurato anche lui, rivenderlo al Metropolitan Museum di New York. Beh, almeno \u00e8 visibile e non privato, infatti io l&#8217;ho visto l\u00e0. Alcuni anni fa, finalmente, il comune di Gubbio ha ingaggiato due ebanisti falegnami bravi e ne ha fatto fare una copia che sta dove dovrebbe l&#8217;originale. Visitare il palazzo e vedere il vuoto con lo spiegone &#8220;Qui una volta c&#8217;era&#8230;&#8221; sarebbe stato parecchio frustrante.<br>A ogni modo, a voler vedere un lato positivo nella cosa, \u00e8 stato grazie anche a episodi del genere che il nostro paese si \u00e8 dotato, prima di tutti, di una legislazione appropriata che impedisce l&#8217;esportazione e la vendita di beni culturali senza l&#8217;approvazione dello Stato. Ma a volerlo, proprio, comunque bene anche la copia.<\/p>\n\n\n\n<p>Il malfunzionamento, mi tocca dirlo: orario di apertura ufficiale del palazzo ducale, otto e trenta, sta scritto sugli enormi gonfaloni a fianco dell&#8217;entrata e, soprattutto, sul sito; a fianco della porta di entrata, come spesso accade, un A4 stampato e infilato in un ercole, cio\u00e8 la busta di plastica, che dice le dieci. E sono le dieci, effettivamente, nonostante alle otto e mezza siamo in dieci davanti all&#8217;ingresso con aria interrogativa. Si fa, cos\u00ec? No. Almeno cambiarli sul sito, gli orari, vivaddio, che \u00e8 la fonte primaria dei turisti. Eddai, che costa? Li avranno cambiati su facebook, gli scellerati.<br>Certo, poi il trucco del viaggiatore sta nel far diventare l&#8217;inghippo occasione pi\u00f9 propizia, quando \u00e8 possibile, e stavolta \u00e8 possibile: poco pi\u00f9 in basso c&#8217;\u00e8 una terrazzona-giardino pensile con caffetteria a baracchino che pare mandata dal signore, cappuccione e attesa con vista panoramica da cartolina.<br>Ed \u00e8 qui che, beandomi dell&#8217;occasione, concludo per oggi, avendone dette abbastanza.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><a href=\"http:\/\/www.trivigante.it\/cose\/?page_id=16003#ago2022\">L\u2019indice di stavolta<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.trivigante.it\/cose\/?p=23348\" target=\"_blank\">uno<\/a> | <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.trivigante.it\/cose\/?p=23367\" target=\"_blank\">due<\/a> | <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.trivigante.it\/cose\/?p=23413\" target=\"_blank\">tre<\/a> | <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.trivigante.it\/cose\/?p=23464\" target=\"_blank\">tre bis<\/a> | <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.trivigante.it\/cose\/?p=23454\" target=\"_blank\">quattro<\/a> | <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.trivigante.it\/cose\/?p=23592\" target=\"_blank\">cinque<\/a> |<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tra l&#8217;altro, a Sansepolcro qualche anno fa infuriava il dibattito sulle origini della citt\u00e0, con il dottor Benini che ipotizzava l&#8217;accampamento romano e il dottor Ribalta (nomen) che ne contestava le premesse, con pubbliche interminabili discussioni tra i maggiorenti. 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