{"id":22027,"date":"2022-02-19T15:03:24","date_gmt":"2022-02-19T14:03:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.trivigante.it\/cose\/?p=22027"},"modified":"2024-02-09T20:42:46","modified_gmt":"2024-02-09T19:42:46","slug":"minidiario-scritto-un-po-cosi-di-un-paio-di-giorni-in-giro-quattro-su-quattro-piccoli-fori-doglie-per-caso-canadesi-morti-a-diecimila-chilometri-da-casa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.trivigante.it\/cose\/?p=22027","title":{"rendered":"minidiario scritto un po\u2019 cos\u00ec di un paio di giorni in giro. Quattro su quattro. Piccoli fori, doglie per caso, canadesi morti a diecimila chilometri da casa."},"content":{"rendered":"\n<p>Scendo per la gola del Furlo, il vecchio tracciato della via Flaminia, che cos\u00ec si chiama per via del <em>forulum<\/em>, il piccolo buco che tanto piccolo non \u00e8: una galleria lunga quaranta metri e alta cinque fatta scavare da Vespasiano per evitare un passaggio pi\u00f9 in quota. Provate voi a scavarla a scalpello e poi vediamo se \u00e8 piccola. La via era strategica al punto che esisteva gi\u00e0 un traforino scavato dagli etruschi, stavolta. Il passaggio era talmente frequente che persino i volonterosi baciapile del mascellone contemporaneo, che passava sovente, costruirono un maschio profilo sul monte usando muretti a secco. Poi l&#8217;esplosivo partigiano mise fine allo scempio, per fortuna.<\/p>\n\n\n\n<p>Io scendo perch\u00e9 voglio andare a Jesi, cittadina bella e antica. All&#8217;interno della solita cerchia muraria, prima etrusca, poi sabina, poi picena, poi romana, poi malatestiana, poi papalina, insomma qui la storia \u00e8 cos\u00ec, l\u00ec dove c&#8217;era il foro una volta ora c&#8217;\u00e8 una piazza, bella ampia, che voglio vedere. Perch\u00e9 nel 1194 l&#8217;imperatrice consorte Costanza d&#8217;Altavilla, dicono le guide, &#8216;passando qui per caso&#8217;, e figuriamoci se un&#8217;imperatrice poteva mai fare una cosa per caso. Fu per caso che le vennero le doglie qui, quello s\u00ec. E siccome era vecchissima, ovvero aveva quasi quarant&#8217;anni, era dice qualcuno stata in convento, ed era gravida dell&#8217;erede del trono di Sicilia e dell&#8217;impero, allora dovette partorire pubblicamente in piazza, in questa piazza, per sopire ogni dubbio. Lo racconta Giovanni Villani: \u00abQuando la &#8216;mperatrice Costanza era grossa di Federigo, s&#8217;avea sospetto in Cicilia e per tutto il reame di Puglia, che per la sua grande etade potesse esser grossa; per la qual cosa quando venne a partorire fece tendere un padiglione in su la piazza (&#8230;) e mand\u00f2 bando che qual donna volesse v&#8217;andasse a vederla; e molte ve n&#8217;andarono e vidono, e per\u00f2 cess\u00f2 il sospetto\u00bb. Il figlio, fortuna nostra, di quel 26 dicembre &#8211; data notevole e fredda, perdio, per partorire in una tenda &#8211; fu lo <em>stupor mundi<\/em> Federico II di Svevia, esempio di cosmopolitismo culturale pacifico che ha molto da insegnare a noi oggi. Una lapide sulla piazza dice: &#8216;A Federico, imperatore eccetera re eccetera e su tutto uomo di pace, con orgoglio la citt\u00e0 di Jesi pose&#8217;, ed \u00e8 bello quell&#8217;orgoglio. E quanti Federici, mi rendo conto solo adesso, e tutti insieme. Per me ha un significato particolare.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"750\" height=\"422\" src=\"http:\/\/www.trivigante.it\/cose\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/IMG_20220219_110711.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-22039\" srcset=\"https:\/\/www.trivigante.it\/cose\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/IMG_20220219_110711.jpg 750w, https:\/\/www.trivigante.it\/cose\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/IMG_20220219_110711-615x346.jpg 615w\" sizes=\"auto, (max-width: 750px) 100vw, 750px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Graziosa, Jesi quest&#8217;estate \u00e8 stata sugli scudi per le vittorie calcistiche pi\u00f9 che per Federico, mi par giusto. Mi diverto sempre a ricordare l&#8217;aneddoto per cui l&#8217;imperatore, che non aveva nessuna voglia n\u00e9 di far guerre tantomeno crociate e che viveva nel suo magnifico regno tra Sicilia, Calabria e Puglia parlando sei lingue e dando inizio alla poesia siciliana e all&#8217;integrazione con la cultura araba, alla fine capitol\u00f2 e and\u00f2 a liberare il santo sepolcro, contro voglia. Una volta l\u00ec, vide quelle belle distese di sassi e mari morti e disse: &#8216;ah, \u00e8 dunque questa la Terra Promessa di nostro Signore? Si vede che non era mai stato in Sicilia&#8217;. Irraggiungibile. Da Jesi piglio su i miei stracci e ripercorro la costa verso nord, perch\u00e9 mi avvicino alla fine del giro e comunque a Pesaro ho ancora da fare. Vado a Gradara, l\u00ec appiccicato, dove c&#8217;\u00e8 un castello noto e un borgo medievale da vedere. Il posto \u00e8 noto, ovvio, per le vicende di Paolo e Francesca, meno noto ma il filibustiere Pandolfo lo vendette a Francesco Sforza, tenendosi poi soldi e castello, a me ricorda invece certi giochi su Linus fatti con Ennio Peres molti anni fa, riprendendo i Wutki. Unendo pi\u00f9 teste arrivammo terzi un anno e c&#8217;era sempre uno, maledetto, che pigliava sempre il massimo, era davvero di categoria superiore. Mi piace immaginarlo a capo del CERN, oggi. Il castello era rudere fino all&#8217;inizio del secolo, poi con un restauro tanto provvidenziale quanto fantasioso divenne un luogo di attrazione, per famiglie e bighelloni della domenica. Pare di essere a Grazzano visconti, per intenderci: densit\u00e0 imbarazzante di &#8216;locande&#8217;, famiglie che arrancano per la minima salita cui sembra non importare granch\u00e9 di nulla, c&#8217;\u00e8 persino uno vestito da pulcinella, per intrattenimento.<\/p>\n\n\n\n<p>Me la filo, poco pi\u00f9 gi\u00f9 c&#8217;\u00e8 il cimitero di guerra di Gradara, lo voglio vedere. Perch\u00e9 proprio qui, alla fine dell&#8217;estate del 1944 c&#8217;era la linea gotica e tra la fine di agosto e quella di settembre gli scontri furono furiosi, terminando con la liberazione di Pesaro e di tutte queste colline. Ma il prezzo fu molto alto, come sappiamo, da Marzabotto a Sant&#8217;Anna di Stazzema fino ai caduti in battaglia, e qui ce ne sono pi\u00f9 di mille. Quasi tutti inglesi, e intendo inglesi, canadesi, irlandesi, oltre a due indiani e un belga, facevano parte dei battaglioni alleati che presidiavano la zona. Il cimitero \u00e8 all&#8217;anglosassone, per quanto riguarda la guerra, con le lapidi tutte uguali e tutte in fila. Sono morti quasi tutti il primo e il due settembre, dev&#8217;essere stato un inferno. Non ci vuole molta astrazione, ad avere un&#8217;anima, per vedere un uomo dietro ogni lapide, e con lui famiglie, figli, affetti, speranze e aspettative, lavori lasciati e mai pi\u00f9 ripresi, desideri che nulla avevano a che fare con la guerra. Il pensiero \u00e8 straziante e commovente per me, me ne sto seduto davanti alla collinetta e son da solo, qui, tra gli ulivi. Compilo il registro, poche visite ma commosse.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"750\" height=\"451\" src=\"http:\/\/www.trivigante.it\/cose\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/IMG_20220220_0956212.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-22036\" srcset=\"https:\/\/www.trivigante.it\/cose\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/IMG_20220220_0956212.jpg 750w, https:\/\/www.trivigante.it\/cose\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/IMG_20220220_0956212-615x370.jpg 615w\" sizes=\"auto, (max-width: 750px) 100vw, 750px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Ripiglio su e piego verso un altro bel roccone malatestiano, a Montefiore conca. Certi brutazzoni senza manco le finestre, quasi. Ma difensivi, quello serviva. Mi sa che ho scavallato e sono tornato in Romagna, vicino c&#8217;\u00e8 Cattolica e il dialetto \u00e8 tornato quello di pi\u00f9 su. E poi, giuro, sono davanti a una fabbrica di fisarmoniche, lampante, e c&#8217;\u00e8 un&#8217;indicazione per Gatteo a mare. La storia che ti raccontano subito \u00e8 quella di Costanza &#8211; oggi i nomi ricorrono &#8211; Malatesta, che ebbe in dote il castello per sposare Ugo d&#8217;Este. Non quello di Parisina, uno prima. Comunque, questo Ugo mor\u00ec presto e Costanza rimase vedova ventenne. E cosa si fa quando si rivuole indietro un bene da una donna? La si accusa di &#8216;vita sregolata&#8217;, zoccoleria, e con fare italico pure contemporaneo la si fa fuori. Lo zio Galeotto, <em>nomen omen<\/em>, fece venire uno addirittura da Forl\u00ec, tale Foriuzzo. E cos\u00ec il 13 ottobre 1378 il tizio diede seguito &#8216;all&#8217;atroce mandato&#8217; e ciao Costanza, che da allora porella le tocca pure fare il fantasma nella rocca.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"750\" height=\"621\" src=\"http:\/\/www.trivigante.it\/cose\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/IMG_20220220_1141312.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-22038\" srcset=\"https:\/\/www.trivigante.it\/cose\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/IMG_20220220_1141312.jpg 750w, https:\/\/www.trivigante.it\/cose\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/IMG_20220220_1141312-615x509.jpg 615w\" sizes=\"auto, (max-width: 750px) 100vw, 750px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Basta buttare lo sguardo sulle colline che si vedono almeno due rocche o paesini turriti che vien proprio voglia di vedere. Io punto e scelgo Montegridolfo, l&#8217;ultimo comune romagnolo prima delle Marche, luogo di aspri combattimenti nel&#8217;44, sempre per via della linea dei Goti, tra le valli del Conca e del Foglia, proprio sul crinale. Il paesello \u00e8 una meraviglia, tutto un mattone, tenuto da far impressione, ma \u00e8 pure deserto. Non c&#8217;\u00e8 nessuno, ma nessuno nessuno. Solo io. Abbaia un cane, nessun segno di vita. C&#8217;\u00e8 qualcosa che non so? Fu spesso conquistato e perso dai Malatesta, il mio preferito tra loro \u00e8 un Malatesta che di nome si chiamava, fantasia, Malatesta, e non era il primo ma il terzo. Quindi, Malatesta III Malatesta. E per meglio distinguerlo, lo chiamavano &#8216;il Guastafamiglia&#8217;. Penso in riferimento alla sua famiglia di provenienza, perch\u00e9 al singolare, ed ebbe vita guerresca pi\u00f9 che amorosa.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"750\" height=\"422\" src=\"http:\/\/www.trivigante.it\/cose\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/IMG_20220220_1445082.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-22049\" srcset=\"https:\/\/www.trivigante.it\/cose\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/IMG_20220220_1445082.jpg 750w, https:\/\/www.trivigante.it\/cose\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/IMG_20220220_1445082-615x346.jpg 615w\" sizes=\"auto, (max-width: 750px) 100vw, 750px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Si potrebbe andare avanti per molto, di paesino in paesino, o puntando sulla biblioteca malatestiana di Cesena, uno splendore, o su Rimini, Ravenna, hai voglia, o scavallare di l\u00e0 a Citt\u00e0 di Castello che sta a soli novanta chilometri e si spalanca un altro mondo, quello umbro e toscano, insomma la scelta c&#8217;\u00e8, eccome. Ma io ho finito, torno a casa, al massimo deraglio sul ponte romano sul Rubicone a Savignano, se proprio, magari in qualche luogo pascoliano, per metterci ancora qualcosa in mezzo, ma torno. vedo all&#8217;orizzonte una fascia grigia e stagna di smog che non mi invita per nulla, vorrei non vorrei ma se vuoi, vabb\u00e8. Alla prossima.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-css-opacity\"\/>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><a href=\"http:\/\/www.trivigante.it\/cose\/?page_id=16003#feb2022\">L\u2019indice di stavolta<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.trivigante.it\/cose\/?p=21961\" target=\"_blank\">uno<\/a> | <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.trivigante.it\/cose\/?p=21982\" target=\"_blank\">due<\/a> | <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.trivigante.it\/cose\/?p=22010\" target=\"_blank\">tre<\/a> | <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.trivigante.it\/cose\/?p=22027\" target=\"_blank\">quattro<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Scendo per la gola del Furlo, il vecchio tracciato della via Flaminia, che cos\u00ec si chiama per via del forulum, il piccolo buco che tanto piccolo non \u00e8: una galleria lunga quaranta metri e alta cinque fatta scavare da Vespasiano per evitare un passaggio pi\u00f9 in quota. 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