{"id":22010,"date":"2022-02-18T17:57:19","date_gmt":"2022-02-18T16:57:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.trivigante.it\/cose\/?p=22010"},"modified":"2024-02-09T20:42:46","modified_gmt":"2024-02-09T19:42:46","slug":"minidiario-scritto-un-po-cosi-di-un-paio-di-giorni-in-giro-dottori-architetti-pittori-cortigiani-ma-soprattutto-fe","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.trivigante.it\/cose\/?p=22010","title":{"rendered":"minidiario scritto un po\u2019 cos\u00ec di un paio di giorni in giro. Tre su quattro. Dottori, architetti, pittori, cortigiani ma soprattutto Fe."},"content":{"rendered":"\n<p>Parto dal fondo. \u00c8 la prima notte, sono seduto sotto la loggia di fronte al palazzo ducale di Urbino, il palazzo di Federico da Montefeltro. Il cielo \u00e8 nero e punteggiato di pallini luminosi che io, che vivo in Padania, non so che siano. Su ogni stipite di porta, portone, basamento di finestra, cornicione, formella, c&#8217;\u00e8 scritto Fe.Dux, cosa che piaceva moltissimo al mio pap\u00e0, che col duca condivideva sia il nome sia la passione per le dimore spaziose. Anche dentro \u00e8 lo stesso, ogni camino, porta, sia lo stipite che l&#8217;intarsio stesso, cornice, riporta la stessa dicitura, il duca voleva che non se lo dimenticassero mai.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"750\" height=\"453\" src=\"http:\/\/www.trivigante.it\/cose\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/IMG_20220218_214921.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-22009\" srcset=\"https:\/\/www.trivigante.it\/cose\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/IMG_20220218_214921.jpg 750w, https:\/\/www.trivigante.it\/cose\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/IMG_20220218_214921-615x371.jpg 615w\" sizes=\"auto, (max-width: 750px) 100vw, 750px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Tanto il salone \u00e8 enorme quanto lo studiolo, il celeberrimo e magnifico studiolo, \u00e8 minuscolo e raccolto. Vita pubblica e vita privata, politica e raccoglimento, studio. Non ho controllato, ci ho pensato solo ora, ma potrei scommettere qualcosina che l\u00ec Fe.Dux non ci sia. Non ce n&#8217;era bisogno. Ma son vagheggiamenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono qui fuori, dicevo, e davanti al palazzo rotolano e svolazzano bicchieri di plastica, sacchetti, nastri colorati, il vento li spinge nell&#8217;angolo. Sono il resto delle innumerevoli lauree, brevi, brevissime e spero anche lunghe il normale, che oggi ho visto per la citt\u00e0. Corona d&#8217;alloro immancabile, vestiti da matrimonio sulla Tiburtina, sneakers intonse per i maschi e tacchi insensati per le donne, bottiglie di ros\u00e9 di marca, fotografie a migliaia tutte da telefono, amici e amiche dedite al rituale organizzato come fosse un addio al celibato o nubilato. Non mancano vestiti da fenicottero rosa per il laureato\/a, di quelli che si trovano su amazon, giochini con i passanti per il reciproco imbarazzo e ancora meno manca l&#8217;immancabile coro: dottore\/ssa <em>delbucodelc\u00f9l<\/em>. Non c&#8217;\u00e8 niente di male, intendiamoci, bene questo piuttosto che il silenzio. Il male, secondo me, \u00e8 che sono tutte, tutte, tutte uguali. Identiche. Certo, \u00e8 un rito, e per se stesso non deve mutare, l&#8217;atto performativo ha avuto luogo e tutto va come deve andare, d&#8217;accordo. Per\u00f2 \u00e8 un entusiasmo un po&#8217; stanco, una felicit\u00e0 spentina, o cos\u00ec almeno a me pare. Si fa perch\u00e9 si deve, cos\u00ec non ci si deve pensare. \u00c8 meno faticoso.<\/p>\n\n\n\n<p>Comunque, hai voglia a scrivere Fe.Dux per ricordarlo ai tuoi sudditi ma, soprattutto, per farlo sapere al futuro e poi questo futuro \u00e8 pieno di dottori del buco del culo. Come quando al Cairo un paio d&#8217;anni fa hanno trovato una colossale testa di Ramsete secondo scavando le fondamenta di un palazzo e uno degli operai si faceva le foto facendo il segno di vittoria seduto sulla faccia, oh: sulla faccia, del faraone. Ci si pu\u00f2 anche provare ma il tempo \u00e8 implacabile, arriva sempre un piccione a cagare sulla tua enorme magnifica poderosa autorevolissima statua.<\/p>\n\n\n\n<p>Ai tempi di Federico, per\u00f2, i dottori qui non c&#8217;erano, n\u00e9 del <em>bucodelculo<\/em> n\u00e9 di altro. Fu quel minchione di suo figlio Guidobaldo, bravo a far la guerra ma che lasci\u00f2 estinguersi la dinastia, a fondare l&#8217;universit\u00e0. Per\u00f2 Federico ce l&#8217;ha fatta lo stesso a guadagnarsi un posto nella memoria dei posteri, noi. E non per quel Dux scritto dappertutto ma perch\u00e9, oltre a una faccia, anzi a un profilo con quel naso che non \u00e8 una salita, \u00e8 un precipizio, oltre a questo costru\u00ec una citt\u00e0 che \u00e8 un&#8217;idea, tanto bella da stupire ancora oggi, e la riemp\u00ec di pittori, pitture, scrittori e letterati, libri e poesia, commediografi. Anche fortuna, certo, visto che tra i pittori uno dei pi\u00f9 grandi gli nacque pure in casa, ma era evidentemente figlio anche di un clima e di un contesto. E per lo stesso motivo, uno dei pi\u00f9 grandi architetti del Rinascimento a pochi chilometri da qui. Tutta la faccenda, comunque, dur\u00f2 poco: a Guidobaldo successero i della Rovere, che avevano dalla loro il papa fresco di conclave, quel <em>papa terribile<\/em> ritratto da Raffaello vecchietto e spento, ci fu la parentesi dell&#8217;altro figlio di papa, Cesare Borgia, brevissima, poi torn\u00f2 Guidobaldo per poco e poi tutto fu incamerato dal papato. Per\u00f2 furono anni belli, sontuosi e ricchi di conoscenza e cortesia, come racconta Castiglione alla corte di Eleonora Gonzaga, moglie di della Rovere. Guardo il palazzo e faccio mente locale su ci\u00f2 che mi ricordo, cerco di ordinare le nozioni, alcune intoccate da decenni. Il processo \u00e8 per\u00f2 sempre pi\u00f9 infruttuoso man mano che il bianchello del Metauro si fa strada e la fame sopravviene. Le occasioni di lavoro sono sempre una magnifica possibilit\u00e0 e aver scambiato i giorni festivi con un paio di quelli feriali ogni settimana sta dando grandi risultati: nel palazzo ducale faccio in sostanza una visita privata &#8211; ci sono due signori, accidenti &#8211; e in trattoria siamo in tre. La stessa Urbino, di solito percorsa da fiumane, \u00e8 deserta di turisti e le presenze sono quelle abituali, abitanti e studenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Ancor pi\u00f9 bello che guardare da dentro questo tipo di citt\u00e0 \u00e8 inerpicarsi per qualche colle vicino e guardarle tutte insieme, goethianamente. Raggiungo la fortezza Albornoz, trovo il posto tra le pratoline e poi \u00e8 tutto facile.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"750\" height=\"422\" src=\"http:\/\/www.trivigante.it\/cose\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/IMG_20220218_143949.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-22022\" srcset=\"https:\/\/www.trivigante.it\/cose\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/IMG_20220218_143949.jpg 750w, https:\/\/www.trivigante.it\/cose\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/IMG_20220218_143949-615x346.jpg 615w\" sizes=\"auto, (max-width: 750px) 100vw, 750px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Talmente che pure m&#8217;addormo. Poi circumnavigo i colli attorno e vado dall&#8217;altra parte, dove c&#8217;\u00e8 una chiesuola da niente (si vede in alto a sinistra nella foto qui sopra) che, per\u00f2, contiene le tombe di Federico, di Guidobaldo e dello zio Oddantonio. Dall&#8217;interno si vede tutta la citt\u00e0 ed \u00e8 bello che abbiano voluto essere sepolti in modo da poter guardare per sempre la loro placida citt\u00e0, che tanto amarono e per la quale tanto fecero.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-css-opacity\"\/>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><a href=\"http:\/\/www.trivigante.it\/cose\/?page_id=16003#feb2022\">L\u2019indice di stavolta<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.trivigante.it\/cose\/?p=21961\" target=\"_blank\">uno<\/a> | <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.trivigante.it\/cose\/?p=21982\" target=\"_blank\">due<\/a> | <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.trivigante.it\/cose\/?p=22010\" target=\"_blank\">tre<\/a> | <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.trivigante.it\/cose\/?p=22027\" target=\"_blank\">quattro<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Parto dal fondo. \u00c8 la prima notte, sono seduto sotto la loggia di fronte al palazzo ducale di Urbino, il palazzo di Federico da Montefeltro. 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