{"id":20215,"date":"2021-08-12T17:51:37","date_gmt":"2021-08-12T15:51:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.trivigante.it\/cose\/?p=20215"},"modified":"2024-08-29T11:21:35","modified_gmt":"2024-08-29T09:21:35","slug":"minidiario-scritto-un-po-cosi-dei-giorni-in-europa-al-tempo-dei-vaccini-giorno-cinque-parigi-sempre-parigi-le-cose-che-ora-so-sulla-seta-urbano-iv-figlio-di-scarpolino-il-coccodrillo-at","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.trivigante.it\/cose\/?p=20215","title":{"rendered":"minidiario scritto un po\u2019 cos\u00ec dei giorni in Europa al tempo dei vaccini: giorno cinque. Parigi, sempre Parigi, le cose che ora so sulla seta, Urbano IV figlio di scarpolino, il coccodrillo attaccato a caldo"},"content":{"rendered":"\n<p>Ecco, lo sapevo. Il solito problema dei treni in Francia.<br>Spiego: tirata una linea retta orizzontale pi\u00f9 o meno a met\u00e0 del paese, diciamo che passi da Bourges, proprio dove sono io ora, a sud si prende un treno per la destinazione che si desidera, al massimo si fanno due o tre cambi e bon, viaggio fatto; a nord no, per fare cento chilometri tra un posto e l&#8217;altro tocca farne quattrocento per passare da Parigi. Alla faccia del centralismo. Non \u00e8 tanto per dire, non c&#8217;\u00e8 altro modo: tutte le linee ferroviarie sono a raggiera da Parigi e per andare, faccio per dire, da Cremona a Piacenza tocca passare per Milano. Anche le strade principali lo sono, basta guardare una mappa. Oppure, ma non sono cos\u00ec convinto, potrei comprare un&#8217;auto e andare velocemente dove devo, ma non sono sicuro di voler possedere una Renault o una Peugeot o una Citro\u00ebn (antifranzosismo gratuito). Che faccio, rubo?<br>Quindi, per fare i 256 chilometri tra Bourges e Troyes che desidererei fare oggi, devo fare i 433 tra Bourges e Parigi e Parigi e Troyes, con comodo cambio di stazione a Parigi tra Austerlitz e l&#8217;Est, cinquanta minuti di tempo. Si fa, per carit\u00e0, e lo far\u00f2, ma tutto ci\u00f2 \u00e8 davvero centralismo non democratico che mal viene accettato da un compagno italiano in visita di cortesia politica con buona disposizione d&#8217;animo.<br>Qui il passe \u00e8 necessario anche all&#8217;aperto, devo dire che lo chiedono abbastanza, mai con la carta di identit\u00e0 &#8211; devono aver raggiunto un accordo anche loro &#8211; e raramente fanno finta di niente, una sola volta \u00e8 bastata la mia risposta positiva. Il fatto di richiedere la certificazione anche per gli spazi all&#8217;aperto dei ristoranti, li costringe a cintare, in qualche maniera, l&#8217;area, cos\u00ec da fare entrare tutti da una sola porta e controllare. Ieri sera, per dire, ero in una brasserie in piazza e il gestore aveva tirato una corda tutto attorno ai tavoli, effetto curioso. Mi pare senza grandi polemiche, a parte una scritta su un muro di Lione che denunciava la dittatura sanitaria, non ho visto n\u00e9 sentito nulla, finora. Nei negozi e sui treni locali non lo chiedono, ovunque ci si sieda, ovviamente musei, alberghi, e tutto il resto. Che, alla fine, \u00e8 anche pi\u00f9 semplice, si tiene il passe sempre aperto sul telefono e si mostra ovunque, senza stare a far troppe distinzioni.<\/p>\n\n\n\n<p>(Occhio, tirata). Fedele alla mia funzione di servizio e a quanto promesso ieri, ecco cosa ho imparato sui bachi da seta. Il tutto parte da una farfalla, la Bombyx mori, la bombice del gelso, che produce circa cinquecento uova e poi, indovinate?, muore, esatto. A noi come specie ci \u00e8 andata di lusso, altroch\u00e9. I bachicoltori raccolgono queste uova con grande cura, dato che mille pesano circa un grammo. In poche settimane, in primavera, le uova si schiudono e i bachi appena nati cominciano a fare una cosa sola: mangiare. Non hanno occhi, manco si muovono ma i bastardelli sono pretenziosi: vogliono solo foglie di gelso fresche. Ho detto fresche! La rugiada dev&#8217;essere appena evaporata e possibilmente dovrebbero essere servite ogni mezz&#8217;ora. Va da s\u00e9 che in questo periodo il bachicoltore e la sua famiglia sono al completo servizio degli infanti, fanno i turni per dormire perch\u00e9 questi mangiano ventiquattro ore su ventiquattro, a volte lasciano la casa ai bachi per dormire nel fienile. Perch\u00e9 poi gli stronzolini defecano pure ma amano la pulizia, quindi serve qualcuno che. Inoltre, sono suscettibili e possono morire per un niente, scarsa igiene, un rumore forte, un odore intenso, un cambio di temperatura. Eh, coraggio.<br>Fatte le mute e aumentato il proprio peso e dimensioni di migliaia di volte, il baco smette di mangiare e comincia a filare: per tre giorni ininterrotti secerne fibroina sotto forma di due lunghi fili, che unisce subito con la sericina, sostanza prodotta da un&#8217;altra ghiandola e che incolla i due fili al contatto con l&#8217;aria. Man mano, il baco si avvoltola nel filo facendo un perfetto movimento a otto. Se le cose andassero poi secondo natura, dopo dodici-sedici giorni dalla crisalide uscirebbe una farfalla e il ciclo avrebbe senso. Invece, accade questo: siccome la sericina, o colla della seta, si scioglie in acqua calda, i bozzoli vengono immersi in acqua bollente o sistemati sopra vapore acqueo caldissimo, ovviamente muoiono, e il bachicoltore pu\u00f2 a questo punto dipanare i fili di seta. Essi vengono poi immersi in una soluzione di sapone, sodio e altri ingredienti a seconda della preparazione e poi stesi ad asciugare al sole. Un solo bozzolo pu\u00f2 contenere addirittura fino a quattromila metri di filo, pazzesco!, ma solo un quarto circa \u00e8 filo resistente e integro. Comunque pur sempre un chilometro. Con il resto si fanno tappeti o prodotti meno nobili, con la seta migliore gli scialli e i vestiti. La seta \u00e8 bianca, poi va ovviamente tinta ma questa \u00e8 un&#8217;altra storia.<br>Siccome a Lione e Vienne ho letto molte volte di come la zona fosse specializzata nella produzione della seta, ho approfondito. Ma non \u00e8 mica vero, come scrivono spesso, che in epoca romana fossero centri di grande produzione, i certi chiamati Romanes la seta la conoscevano perch\u00e9 avevano rapporti commerciali con l&#8217;Oriente ma non la sapevano mica produrre. Era un segreto cinese molto ben custodito fin dal quattromila avanti cristo e tale rimarr\u00e0 fino al tredicesimo secolo, quando cominceremo a produrla anche in Europa. E allora s\u00ec che Lione diventer\u00e0 un centro ricco specializzato nella produzione delle sete e il Cinquecento sar\u00e0 un secolo d&#8217;oro, anche in senso letterale.<\/p>\n\n\n\n<p>Da Parigi, con cambio veloce di stazione e occhiata ancora pi\u00f9 veloce alla citt\u00e0 (tutto a posto, non hanno bruciato altre cattedrali), prendo il treno per Troyes. Il quale segue diligente il corso della Senna, passo passo. Infatti, non fosse chiaro, tutte le fermate sono qualcosa-sur-Seine. Ma siccome la pendenza qui \u00e8 pari a zero, il fiume tende a fare moltissimi gomiti e, ogni tanto, a saltarne uno o due. Oh, c&#8217;\u00e8 gente che ha studiato una vita per capire come mai i fiumi facciano i gomiti, la cosa \u00e8 seria. E non ne siamo ancora del tutto sicuri. Al centro di questa pianura, che poi \u00e8 la Champagne, amministrativamente Aube, c&#8217;\u00e8 Troyes, crocevia da sempre di alcune vie di comunicazione importanti, quale per esempio un ramo della via di Agrippa che da Milano conduceva al mare del Nord. Chiaro allora che da qui siano passati quasi tutti, tranne me finora. Dagli immancabili romani fino a Ezio che sconfisse Attila e gli Unni qui vicino, ai famosi Campi Catalaunici, e tutt&#8217;e due erano agli sgoccioli e non lo sapevano, a Giovanna d&#8217;Arco con re Carlo, a Napoleone uno e Napoleone tre, ai tedeschi e agli alleati. Senza dimenticare Chr\u00e9tien de Troyes, che per\u00f2 si trovava gi\u00e0 qui, pare, fondamentale per chi si occupa di letteratura medievale perch\u00e9 un\u00ec i cicli dei paladini a quello del sacro Graal, fondando una tradizione di racconti secolare. Oltre a essere molto bravo e piacevole da leggere, naturalmente. Anche Abelardo ed Eloisa fecero i birichini a Troyes, lui fondando l&#8217;oratorio del Paracleto e lei facendone la badessa.<br>Insomma, la citt\u00e0 \u00e8 piccoletta ma densa di storia e monumenti, il taglio esatto per questo tipo di viaggi. C&#8217;\u00e8 la cattedrale goticona imponente, e sono due per me, qui con una torre campanaria sola &#8211; non era raro che finissero i soldi o la spinta vocazionale &#8211; e con all&#8217;interno la testa di Bernardo di Chiaravalle, perch\u00e9 Clairvaux e Citeaux, vedi scuola dell&#8217;obbligo, non sono lontane. Altrettanto interessante, e qui prosegue il breve corso sul gotico iniziato ieri a Bourges con il gotico fiammeggiante, \u00e8 la chiesa di Sant&#8217;Urbano. Il figlio di un ciabattino di Troyes divent\u00f2 papa Urbano IV nel 1261 ed \u00e8 una bella distanza da qui, assicuro, arrivare a San Giovanni a Roma. In realt\u00e0, ciabattino lo dice lui, pare fosse uno stimato artigiano calzaturiere. Benestante. Comunque, Roma \u00e8 lontana lo stesso. Lui, paraculo, regal\u00f2 ai Francesi il regno delle due Sicilie (cos\u00ec dicono qui ma non \u00e8 andata proprio cos\u00ec) e per questo motivo qui lo adorano e a noi sta un po&#8217; storto. Per celebrarsi, fece costruire, appunto, la chiesa di Sant&#8217;Urbano sul luogo in cui sorgeva la sua modesta casa di figlio di ciabattino, e non sfuggir\u00e0 il senso dell&#8217;intitolazione. Per finire la storia, lui mor\u00ec prima che fosse finita, una badessa di qui che non ricadeva sotto la giurisdizione papale e che doveva avere dei motivi pare l&#8217;abbia fatta bruciare ancora a met\u00e0 cantiere, insomma ci volle un po&#8217; per finirla (1905, ahah). Comunque, \u00e8 un magnifico esempio di gotico radiante (rayonnant), che \u00e8 la fase intermedia tra il gotico classico e quello fiammeggiante (flamboyant), cio\u00e8 quando gli elementi architettonici, colonne e archi, si assottigliano, facendone una struttura pi\u00f9 leggera alla vista che pare tendere ancor pi\u00f9 in alto. Per dare un livello alla cosa, gli appassionati del mondo del gotico vengono da ogni parte del mondo per vedere questo esempio perfetto di gotico radiante. Posso non mostrarvela? No, certo che no.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"750\" height=\"422\" src=\"http:\/\/www.trivigante.it\/cose\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/IMG_20210812_144411.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-20249\" srcset=\"https:\/\/www.trivigante.it\/cose\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/IMG_20210812_144411.jpg 750w, https:\/\/www.trivigante.it\/cose\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/IMG_20210812_144411-615x346.jpg 615w\" sizes=\"auto, (max-width: 750px) 100vw, 750px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>La citt\u00e0, come dicevo, \u00e8 piccola e graziosa, ben tenuta in centro, ricca di vicoletti tra le strette case a graticcio e di chiese e bei palazzetti, \u00e8 certamente meta di turismo ragguardevole. Oggi \u00e8 difficile dirlo, ci sono trentacinque gradi e non ci sono giapponesi in vista (a proposito di caldo: tutti morti l\u00ec in Italia? Almeno a leggere i titoli di giornale&#8230;). Appena fuori, per\u00f2, l&#8217;aspetto complessivo \u00e8 un po&#8217; pi\u00f9, come dire?, sgarruppato, fan\u00e9, delabr\u00e9, scass\u00e9.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"750\" height=\"422\" src=\"http:\/\/www.trivigante.it\/cose\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/IMG_20210812_145917.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-20250\" srcset=\"https:\/\/www.trivigante.it\/cose\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/IMG_20210812_145917.jpg 750w, https:\/\/www.trivigante.it\/cose\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/IMG_20210812_145917-615x346.jpg 615w\" sizes=\"auto, (max-width: 750px) 100vw, 750px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Molti alberghi in case storiche chiusi, bar e ristoranti segno di un&#8217;epoca di gloria decisamente superiore che, al momento, fatico a capire quale possa essere stata, di certo non questa. Poi, chiacchierando con un paio di vicini di birretta (l&#8217;ha detto Tg2 salute di bere liquidi) loro mi chiariscono la cosa: a Troyes \u00e8 nata la Lacoste. Ed era qui fino a qualche decennio fa, fabbrica e vendita. Accazzo, dico io nel mio francese (<em>ac\u00e0sze<\/em>) alzando molto le sopracciglia. Gi\u00e0, poi \u00e8 andata a Parigi per finire poi oggi a chiss\u00e0 che gruppo. Eh, ora \u00e8 pi\u00f9 chiaro.<br>E comunque nel 1935 il Vaticano ha restituito il corpo di papa Urbano IV a Troyes, poi sepolto con modestia nella sua chiesa sua sua, e siccome quelli non regalano mai niente qualche motivo ci sar\u00e0 stato. Anche solo che ci stava sulle balle, quello, lontano di Francia che non c&#8217;entrava nulla con le nostre cose e scelto durante un conclave assurdo che non si riusciva davvero a sceglierne uno e lui, quasi, passava di l\u00ec per caso.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-css-opacity\"\/>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"http:\/\/www.trivigante.it\/cose\/?page_id=16003#europa2021\" target=\"_blank\">L\u2019indice di stavolta<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\"><a href=\"http:\/\/www.trivigante.it\/cose\/?p=20049\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">giorno zero<\/a> | <a href=\"http:\/\/www.trivigante.it\/cose\/?p=20072\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">giorno uno<\/a> | <a href=\"http:\/\/www.trivigante.it\/cose\/?p=20094\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">giorno due<\/a> | <a href=\"http:\/\/www.trivigante.it\/cose\/?p=20132\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">giorno tre<\/a> | <a href=\"http:\/\/www.trivigante.it\/cose\/?p=20170\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">giorno quattro<\/a> | <a href=\"http:\/\/www.trivigante.it\/cose\/?p=20215\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">giorno cinque<\/a> | <a href=\"http:\/\/www.trivigante.it\/cose\/?p=20242\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">giorno sei<\/a> | <a href=\"http:\/\/www.trivigante.it\/cose\/?p=20317\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">giorno sette<\/a> | <a href=\"http:\/\/www.trivigante.it\/cose\/?p=20381\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">giorno otto<\/a> | <a href=\"http:\/\/www.trivigante.it\/cose\/?p=20420\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">giorno nove<\/a> | <a href=\"http:\/\/www.trivigante.it\/cose\/?p=20466\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">giorno dieci<\/a> | <a href=\"http:\/\/www.trivigante.it\/cose\/?p=20503\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">giorno undici<\/a> | <a href=\"http:\/\/www.trivigante.it\/cose\/?p=20543\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">giorno dodici<\/a> | <a href=\"http:\/\/www.trivigante.it\/cose\/?p=20578\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">giorno tredici<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ecco, lo sapevo. 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