{"id":11135,"date":"2020-02-27T12:10:00","date_gmt":"2020-02-27T11:10:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.trivigante.it\/cose\/?p=11135"},"modified":"2024-02-09T20:46:38","modified_gmt":"2024-02-09T19:46:38","slug":"hertz-vignelli-e-ovviamente-beck-le-mappe-delle-metropolitane","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.trivigante.it\/cose\/?p=11135","title":{"rendered":"Hertz, Vignelli e ovviamente Beck: le mappe delle metropolitane"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 morto pochi giorni fa Michael Hertz, noto ai pi\u00f9 per la sua mappa della metropolitana di New York. Quella, per intenderci, che ancora oggi viene utilizzata da chiunque in citt\u00e0 e che, attraverso diverse revisioni, ha nel 1978 attualizzato i lavori precedenti.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"672\" src=\"http:\/\/www.trivigante.it\/cose\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/200227.hertz_-1024x672.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-11136\" srcset=\"https:\/\/www.trivigante.it\/cose\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/200227.hertz_-1024x672.jpg 1024w, https:\/\/www.trivigante.it\/cose\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/200227.hertz_-300x197.jpg 300w, https:\/\/www.trivigante.it\/cose\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/200227.hertz_-768x504.jpg 768w, https:\/\/www.trivigante.it\/cose\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/200227.hertz_.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I commenti sui giornali in questi giorni semplificano un po&#8217; troppo la storia di Hertz e della sua mappa e &#8211; per chi come me apprezza questo tipo di cose &#8211; forse \u00e8 il caso di puntualizzare qualche elemento della vicenda.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La costruzione della metropolitana di New York procedette in maniera abbastanza casuale e disordinata, poich\u00e9 non vi fu un gestore unico per molto tempo e le concessioni venivano rilasciate a imprese diverse, al punto che &#8211; per fare un esempio &#8211; alcune tratte avevano addirittura una larghezza diversa e i convogli non potevano transitare ovunque.<br>La rappresentazione della rete metropolitana, dunque, risent\u00ec dei medesimi problemi fino agli anni Sessanta, quando la <a rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"MTA (Metropolitan Transportation Authority) (apre in una nuova scheda)\" href=\"https:\/\/new.mta.info\/\" target=\"_blank\">MTA (Metropolitan Transportation Authority)<\/a> incaric\u00f2 la Unimark\u202fInternational di lavorare al sistema di segnaletica della metropolitana di New York nel suo complesso. Il che contemplava ovviamente anche le mappe. Direttore della sede di New York della Unimark\u202fInternational era, per sua e nostra fortuna, Massimo Vignelli, eccellente designer, e direttore della sede milanese della stessa azienda era l&#8217;altrettanto eccellente Bob Noorda, che si era occupato dello stesso incarico per la metropolitana milanese.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ispirandosi, appunto, al lavoro di Noorda a Milano &#8211; lavoro che \u00e8 visibile, nonostante gli strazi contemporanei, e valido ancora oggi &#8211; Vignelli fece un lavoro strepitoso di ridisegno di ogni aspetto del sistema metropolitano, declinando le mappe in quattro tipologie: sistema ferroviario, mappa geografica, mappa del quartiere e mappa verbale.<br>La prima mappa, ovvero quella delle tratte, introdusse molte novit\u00e0 rispetto alle mappe tradizionali a favore di una netta geometria schematica, come per esempio le stazioni segnate con un punto, le curve a 45 e 90 gradi, i colori per le linee, l&#8217;eliminazione di molti elementi non utili alla comprensione dei percorsi, la rappresentazione iperschematica degli elementi geografici e cos\u00ec via. Eccola:<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"904\" height=\"610\" src=\"http:\/\/www.trivigante.it\/cose\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/200227.vignelli.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-11142\" srcset=\"https:\/\/www.trivigante.it\/cose\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/200227.vignelli.jpg 904w, https:\/\/www.trivigante.it\/cose\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/200227.vignelli-300x202.jpg 300w, https:\/\/www.trivigante.it\/cose\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/200227.vignelli-768x518.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 904px) 100vw, 904px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E nella sua prima versione, intera, in stile modernista:<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"819\" height=\"1024\" src=\"http:\/\/www.trivigante.it\/cose\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/200227.vignelli_big-819x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-11144\" srcset=\"https:\/\/www.trivigante.it\/cose\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/200227.vignelli_big-819x1024.jpg 819w, https:\/\/www.trivigante.it\/cose\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/200227.vignelli_big-240x300.jpg 240w, https:\/\/www.trivigante.it\/cose\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/200227.vignelli_big-768x961.jpg 768w, https:\/\/www.trivigante.it\/cose\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/200227.vignelli_big-1228x1536.jpg 1228w, https:\/\/www.trivigante.it\/cose\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/200227.vignelli_big.jpg 1599w\" sizes=\"auto, (max-width: 819px) 100vw, 819px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Strepitosa, a partire dal font. Naturalmente, il lavoro di Vignelli si rifaceva a un altro precedente lavoro, oltre a quello di Noorda, ossia alla mappa di Harry Beck per la metropolitana di Londra, del 1931.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"717\" src=\"http:\/\/www.trivigante.it\/cose\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/200227.beck_-1024x717.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-11147\" srcset=\"https:\/\/www.trivigante.it\/cose\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/200227.beck_-1024x717.jpg 1024w, https:\/\/www.trivigante.it\/cose\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/200227.beck_-300x210.jpg 300w, https:\/\/www.trivigante.it\/cose\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/200227.beck_-768x538.jpg 768w, https:\/\/www.trivigante.it\/cose\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/200227.beck_-1536x1075.jpg 1536w, https:\/\/www.trivigante.it\/cose\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/200227.beck_-2048x1434.jpg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Accostata a Mondrian per ritmo ed eleganza, o agli schemi elettrici nelle intenzioni dell&#8217;autore, la mappa di Beck fu davvero una rivoluzione che determina ancora oggi la stesura di qualunque mappa del trasporto pubblico e non.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vignelli, dicevo, fece un ottimo lavoro di semplificazione e rappresentazione &#8211; le sue mappe sono visibili al MoMa &#8211; ma, probabilmente, eccedette nella schematizzazione, non tanto della rete quanto della realt\u00e0 circostante: infatti, la netta geometria della mappa andava a creare distorsioni geografiche che non venivano ben comprese dal pubblico. Per esempio, le stazioni &#8211; a causa delle curvature rigide delle linee &#8211; risultavano discostate rispetto alla posizione esatta, le dimensioni di Central Park non erano proporzionate ma, anzi, di molto diminuite, l&#8217;oceano e i fiumi erano rappresentanti in beige invece che in azzurro e cos\u00ec via. Tutti questi fattori fecero s\u00ec che il successo di tutta l&#8217;operazione fosse solo parziale.<br>A merito di Vignelli, a dirla tutta, bisogna sottolineare che la MTA, per questioni di costi, risparmi\u00f2 sulle altre tre tipologie di mappe, complementari e necessarie nel progetto complessivo di comunicazione e informazione, ed elimin\u00f2 arbitrariamente alcuni elementi da quella ferroviaria, non fece gli opportuni test con i viaggiatori prima della pubblicazione eccetera eccetera.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un altro elemento che pu\u00f2 aver contribuito alla mancata riuscita del lavoro di Vignelli, ma \u00e8 una considerazione a posteriori, \u00e8 che la semplificazione geometrica che ebbe cos\u00ec grande successo a Londra con Beck non funzion\u00f2 in una citt\u00e0 che \u00e8 gi\u00e0 schematica per sua natura come New York (o, meglio, Manhattan). Ma si fa per dire.<br>Per ovviare alla difficolt\u00e0 e alle lamentele manifestate dagli utenti, nel 1978 la MTA decise di rimettere mano alla mappa della rete ed \u00e8 a questo punto che entr\u00f2 in gioco Hertz, adattando le intuizioni di Beck, Noorda e Vignelli alle esigenze degli utenti, di fatto rinunciando agli aspetti di design pi\u00f9 spinti in favore di una maggiore aderenza al tessuto geografico delle zone rappresentate. Ecco il prototipo della mappa di Hertz:<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"818\" height=\"981\" src=\"http:\/\/www.trivigante.it\/cose\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/200227.hertz_prototipo.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-11152\" srcset=\"https:\/\/www.trivigante.it\/cose\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/200227.hertz_prototipo.jpg 818w, https:\/\/www.trivigante.it\/cose\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/200227.hertz_prototipo-250x300.jpg 250w, https:\/\/www.trivigante.it\/cose\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/200227.hertz_prototipo-768x921.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 818px) 100vw, 818px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le 38 linee e le quattrocento stazioni e pi\u00f9 trovarono quindi una collocazione pi\u00f9 realistica e meno schematica su un territorio familiare agli utenti, incontrando le loro esigenze di utilizzo. Furono aggiunti moltissimi elementi esterni alla rete ma appartenenti ai quartieri, alle strade e alla citt\u00e0 in generale, in modo da dettagliare il contesto. Narra la leggenda che lo studio di Hertz diede incarico al pittore e designer Nobuyuki Siraisi di percorrere tutte le linee della metropolitana a occhi chiusi per percepire meglio le curvature lungo il viaggio e poi rappresentarle correttamente. Furono naturalmente compiute delle distorsioni in favore delle zone pi\u00f9 frequentate, Lower Manhattan e Brooklyn, ma in modo da non venire percepite dagli utenti. E fu cos\u00ec che nacque la mappa ancora oggi in uso:<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"847\" height=\"1024\" src=\"http:\/\/www.trivigante.it\/cose\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/200227.hertz_completa-847x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-11154\" srcset=\"https:\/\/www.trivigante.it\/cose\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/200227.hertz_completa-847x1024.jpg 847w, https:\/\/www.trivigante.it\/cose\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/200227.hertz_completa-248x300.jpg 248w, https:\/\/www.trivigante.it\/cose\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/200227.hertz_completa-768x928.jpg 768w, https:\/\/www.trivigante.it\/cose\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/200227.hertz_completa-1271x1536.jpg 1271w, https:\/\/www.trivigante.it\/cose\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/200227.hertz_completa.jpg 1694w\" sizes=\"auto, (max-width: 847px) 100vw, 847px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Meno bella ed elegante di quella di Vignelli, ci\u00f2 \u00e8 innegabile, ma pi\u00f9 duttile e confacente allo scopo per la quale esiste: non solo rendere agevole agli utenti l&#8217;utilizzo della metropolitana ma, anzi, incoraggiarli a prenderla mostrandone la facilit\u00e0 d&#8217;uso e comprensione. In particolare, ci\u00f2 capitava &#8211; e ne posso ben dare testimonianza diretta &#8211; ai turisti e tutti coloro che non conoscono bene n\u00e9 la metropolitana n\u00e9 la citt\u00e0.<br>Chiaramente, Hertz non sarebbe esistito senza i suoi predecessori, come \u00e8 ovvio, ma ben comprese il lavoro che andava fatto, conservando ci\u00f2 che di buono gi\u00e0 esisteva. \u00abMi fa sempre piacere guardare alla stazione della metro qualcuno che consulta la mia mappa. Sento di dargli una mano a orientarsi\u00bb, diceva Hertz e aveva, per nostra fortuna, ragione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 morto pochi giorni fa Michael Hertz, noto ai pi\u00f9 per la sua mappa della metropolitana di New York. Quella, per intenderci, che ancora oggi viene utilizzata da chiunque in citt\u00e0 e che, attraverso diverse revisioni, ha nel 1978 attualizzato i lavori precedenti. 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