{"id":10764,"date":"2020-01-16T09:57:08","date_gmt":"2020-01-16T08:57:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.trivigante.it\/cose\/?p=10764"},"modified":"2024-02-09T20:46:39","modified_gmt":"2024-02-09T19:46:39","slug":"il-coraggio-di-montanari-anche-stavolta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.trivigante.it\/cose\/?p=10764","title":{"rendered":"il coraggio di Montanari, anche stavolta"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tomaso Montanari, oltre alle indubbie qualit\u00e0 come critico e storico dell&#8217;arte, ha un grande pregio: dice le cose senza ipocrisia. L&#8217;aveva gi\u00e0 fatto con Luzzatto e il suo indegno libro (ne ho detto qualcosa <a rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"qui (apre in una nuova scheda)\" href=\"http:\/\/www.trivigante.it\/cose\/?p=9359\" target=\"_blank\">qui<\/a>) e molte altre volte. Stavolta, unico o quasi nel panorama giornalistico italiano infido e codardo, ha scritto un articolo su Giampaolo Pansa e su quanto scritto in occasione della sua morte.<br>Siccome, \u00e8 facile prevederlo, adesso salir\u00e0 l&#8217;ira scomposta dei destrorsi sostenitori della parificazione tra fascismo e antifascismo e i morti di tutte le parti, riporto l&#8217;intero articolo qui prima che qualche solerte redattore cagasotto lo renda irreperibile.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator is-style-dots\"\/>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"http:\/\/temi.repubblica.it\/micromega-online\/pansa-la-sconcertante-santificazione-di-un-falsario\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"Pansa, la sconcertante santificazione di un falsario (apre in una nuova scheda)\">Pansa, la sconcertante santificazione di un falsario<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>di Tomaso Montanari<\/em><br><br>La santificazione a testate unificate di Giampaolo Pansa lascia sconcertati. <br><br>\u00c8 naturalmente comprensibile il lutto degli amici e degli ammiratori, cos\u00ec come \u00e8 lodevole la gratitudine dei pi\u00f9 giovani giornalisti che ripensano ai loro debiti verso quello che fu, fino a un punto preciso della sua vita, un maestro del nostro italianissimo giornalismo. Ma il silenzio sulla scelta revisionista di Pansa (una scelta che assorbe, portandolo di male in peggio, quasi gli ultimi vent\u2019anni della sua vita), o peggio i tentativi di liquidarla con accenni a un suo gusto per le questioni \u00abcontroverse\u00bb, al suo essere \u00abbastian contrario\u00bb o \u00absempre contro\u00bb, sono invece inaccettabili. E nemmeno il combinato disposto dell\u2019intollerabile ipocrisia italica e borghese del \u00abde mortuis nihil nisi bonum\u00bb e del corporativismo giornalistico possono giustificare questa corale opera di depistaggio. <br><br>\u00c8 esattamente questa coltre di silenzio che obbliga a prendere la parola proprio ora, a caldo: perch\u00e9 ci sia almeno qualche voce che contraddica la canonizzazione, e instilli dubbi proprio nel momento in cui il nuovo santo viene innalzato sugli altari, a riflettori ancora accesi.<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E il punto non \u00e8 solo che Pansa \u00e8 stato uno dei pi\u00f9 efficaci autori dell\u2019equiparazione sostanziale fascismo-antifascismo, cio\u00e8 uno dei responsabili culturali della deriva che conduce allo sdoganamento dello schieramento che va da Fratelli d\u2019Italia alla Lega di Salvini, passando per Casa Pound. Gi\u00e0, perch\u00e9 con Pansa, \u00abla pubblicistica fascista sulla \u201cguerra civile\u201d italiana e la sterminata memorialistica dei reduci di Sal\u00f2, che per un cinquantennio non erano riusciti a incrociare la strada del grande pubblico per la loro inconsistenza storiografica, hanno trovato un megafono di successo, uno sbocco nella grande editoria e nel grande schermo\u00bb (<a href=\"http:\/\/storieinmovimento.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Zap-39_14-StoriaAlLavoro2.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"http:\/\/storieinmovimento.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Zap-39_14-StoriaAlLavoro2.pdf (apre in una nuova scheda)\">http:\/\/storieinmovimento.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Zap-39_14-StoriaAlLavoro2.pdf<\/a>). E i fascisti ringraziarono, come fece per esempio il leader di Forza Nuova Roberto Fiore, parlando in tv nel 2008: \u00abin generale l\u2019Italia sta cambiando e sta iniziando a valutare quel periodo in modo pi\u00f9 sereno. C\u2019\u00e8 stato un Pansa di mezzo in questi due anni. C\u2019\u00e8 stato un sano \u201crevisionismo storico\u201d\u00bb.<br>Basterebbe questo a renderne la memoria esecrabile: almeno per chi crede davvero nei valori della nostra Costituzione. Ma se almeno la qualit\u00e0 giornalistica del lavoro di Pansa fosse indiscutibile, potrei faticosamente arrivare a comprendere (mai ad accettare, n\u00e9 tantomeno ad approvare) la celebrazione corporativa della grande firma. \u00c8 quello che avvenne per la Fallaci: e se trovo mostruoso che le si dedichino vie o strade, perch\u00e9 oggi sarebbe condannata per istigazione all\u2019odio razziale, posso capire che le si riconoscano qualit\u00e0 di scrittura e di inchiesta (che personalmente, tuttavia, giudico al contrario assai modeste).<br>Ma i peana per il giornalismo di Pansa rivelano in chi li eleva una ben curiosa idea di giornalismo. Il punto, infatti, \u00e8 che i libri di Pansa dal 2003 (l\u2019anno in cui esce il Sangue dei vinti) consistono in una continua, abile, suggestiva manipolazione dei fatti che mira a costruire, nella percezione del pubblico, un sostanziale falso storico. Pansa era stato uno storico: si era laureato in storia con uno dei migliori storici della Resistenza, e aveva praticato egli stesso la ricerca storica con ottimi risultati. Ma quando decise di ribaltare il tavolo e sostenere le tesi opposte a quelle in cui aveva sempre creduto \u2013 quando, cio\u00e8, decide di costruire l\u2019apologia di chi uccise e mor\u00ec per la Repubblica di Sal\u00f2 \u2013 non adott\u00f2 il metodo storico, ma scrisse una serie di testi narrativi in cui la memorialistica e il romanzo sfumano l\u2019una nell\u2019altro. Una affabulazione senza nessun apparato di documenti e di note: e dunque inverificabile per il lettore.<br><br>Sono testi, i suoi, che non hanno nulla a che fare con la storiografia: ma nemmeno col giornalismo, per quanto estesa possa essere l\u2019idea di quest\u2019ultimo. Perch\u00e9 sono testi in cui \u00e8 inutile chiedersi se le cose narrate siano vere o meno: ed \u00e8 inutile perch\u00e9 \u00e8 impossibile rispondere. Ci\u00f2 nonostante, moltissimi storici professionisti (a partire da Giovanni De Luna) hanno chiarito in molte occasioni (si leggano per esempio <a href=\"https:\/\/www.academia.edu\/1720067\/L_uso_pubblico_della_Resistenza_il_caso_Pansa_tra_vecchie_e_nuove_polemiche\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\" (apre in una nuova scheda)\">questo<\/a> e <a href=\"http:\/\/storieinmovimento.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Zap-39_14-StoriaAlLavoro2.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\" (apre in una nuova scheda)\">questo<\/a>) come si tratti di testi privi di qualunque valore cognitivo, irti di coscienti omissioni, falsificazioni, disonest\u00e0 intellettuali di ogni tipo. Carta straccia che racconta una storia falsa: fiction ideologica, dalla parte dei fascisti.<br><br>Nonostante questo \u2013 e con un metodo ben calcolato \u2013 l\u2019abilissimo Pansa e un\u2019ampia corte di giornalisti (quelli fascisti, quelli di destra, quelli che semplicemente non leggevano nulla e quelli troppo ignoranti per porsi il problema) a ogni uscita di libro hanno trasformato la percezione di quei romanzi nel racconto di una nuova storiografia di riscoperta, di revisione, di rovesciamento della verit\u00e0 stabilit\u00e0 dai vincitori antifascisti. Cosicch\u00e9, nel discorso pubblico, Pansa oggi non \u00e8 (come dovrebbe) l\u2019autore di romanzetti curiosamente filofascisti, ma \u00e8 il giornalista antifascista che ha svelato \u2013 dimostrando la coraggiosa capacit\u00e0 di andar contro \u2018la sua parte\u2019 \u2013 il lato oscuro della Resistenza. Una clamorosa distorsione della verit\u00e0: una lunghissima, perversa ambiguit\u00e0 che non solo ha eroso, di libro in libro, il consenso alla Repubblica antifascista, ma che contestualmente ha mandato in vacca ogni idea di giornalismo, ledendo programmaticamente il primo essenziale patto che lega chi scrive e chi legge, perch\u00e9 \u00abla prima cosa che chiediamo a uno scrittore \u00e8 che non dica bugie\u00bb (George Orwell).<br><br>Una risposta efficace era quella di Giorgio Bocca, un giornalista che aveva eguale udienza presso i media, e che definiva Pansa, semplicemente, \u00abun falsario\u00bb.<br><br>Invece, contro questa mistificazione gli storici veri hanno avuto pi\u00f9 difficolt\u00e0 a rispondere: perch\u00e9 come disse (con straordinario cinismo) lo stesso Pansa allo storico Angelo D\u2019Orsi, che lo rimproverava di non mettere nessuna nota nei suoi libri: \u00abTu vendi 2.000 copie e io 400.000\u2026 vuoi anche le note?\u00bb. La stessa situazione, a me ben nota, in cui si trova lo storico dell\u2019arte che voglia smontare le bufale di Dan Brown su Leonardo, o anche solo l\u2019ennesima attribuzione farlocca a Caravaggio sparata in prima pagina dal redattore orbo di turno.<br><br>Come si possa salutare oggi, dando fiato senza risparmio a tutte le trombe della retorica, un \u2018maestro di giornalismo\u2019 \u00e8 veramente un mistero doloroso del rosario di fake news, falsi storici, manipolazioni o semplici sciocchezze che si snocciola ogni santo giorno sui media italiani. Per fortuna, in queste ore non sono mancate lucide voci contro: per esempio quelle del collettivo Nicoletta Bourbaki, <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2020\/01\/in-morte-di-giampaolo-pansa\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\" (apre in una nuova scheda)\">rilanciate dai Wu Ming<\/a>, o quella di Luca Casarotti <a href=\"http:\/\/(https:\/\/jacobinitalia.it\/tre-cose-da-fare-dopo-la-morte-di-pansa\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\" (apre in una nuova scheda)\">su Jacobin Italia<\/a>. Ma sulla carta stampata non si \u00e8 trovato davvero nessun antidoto (salvo un timido cenno sul Manifesto): e non per caso anche queste righe non appaiono su un giornale, ma su un sito felicemente eretico.<br>La triste morale \u00e8 che \u00e8 inutile, ipocrita, e in ultima analisi intollerabile, inondarci di retorica sull\u2019insegnamento della storia nelle scuole e difendere sdegnati la libert\u00e0 di stampa e i giornali indipendenti, se poi \u00e8 la nostra idea di giornalismo (e dunque di democrazia) a esser cos\u00ec gracile, ipocrita, superficiale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>(15 gennaio 2020)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tomaso Montanari, oltre alle indubbie qualit\u00e0 come critico e storico dell&#8217;arte, ha un grande pregio: dice le cose senza ipocrisia. L&#8217;aveva gi\u00e0 fatto con Luzzatto e il suo indegno libro (ne ho detto qualcosa qui) e molte altre volte. 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