{"id":10756,"date":"2020-01-14T09:44:18","date_gmt":"2020-01-14T08:44:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.trivigante.it\/cose\/?p=10756"},"modified":"2026-03-17T15:25:03","modified_gmt":"2026-03-17T14:25:03","slug":"laccanzone-del-giorno-the-boomtown-rats-i-never-loved-eva-braun","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.trivigante.it\/cose\/?p=10756","title":{"rendered":"laccanzone del giorno: The Boomtown Rats, \u2018(I never loved) Eva Braun\u2019"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nessun grande seguito ma nella ristretta cerchia degli affezionati, tra i quali mi annovero, i Boomtown Rats sono oggetto di un vero e proprio culto.<br>Va bene, stabiliamo i facili collegamenti: il Live Aid, presente? Esatto, il maxi-concerto del 1985 organizzato per raccogliere fondi per contrastare la carestia in Etiopia. Ecco, gli organizzatori furono due: Midge Ure degli Ultravox, sempre dimenticato, e Bob Geldof, allora cantante dei Boomtown Rats, appunto, e sull&#8217;orlo di una carriera solista. I due avevano scritto l&#8217;anno prima <em>Do They Know It&#8217;s Christmas?<\/em> che, per chi c&#8217;era, super\u00f2 ogni livello conosciuto di diffusione e inaugur\u00f2 la stagione degli eventoni per beneficienza. &#8216;Usa for Africa&#8217; nacque sulla base di quell&#8217;esperienza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I Boomtown Rats, dicevo: gruppo irlandese punk-rock, new wave fondato nel 1975, centr\u00f2 subito un disco bellissimo, <em>A Tonic for the Troops<\/em>, nel quale lo smalto era gi\u00e0 chiaro, grazie a un&#8217;infilata notevole di singoli come <em>Like Clockwork<\/em>, <em>She&#8217;s So Modern<\/em>, <em>Rat Trap<\/em> e, appunto, <em>(I never loved) Eva Braun<\/em>. Canzone per me irresistibile, mi fa ridere anche l&#8217;idea del protagonista che si giustifica spiegando di non aver mai amato Eva Braun, mi delizia in particolare il coro da 1:57 e mi ritrovo a tutt&#8217;oggi a cantare a squarciagola <em>No matter what people say, \/ I never loved Eva Braun<\/em>. <em>Tutturuttutttutututu<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"[I Never Loved] Eva Braun\" width=\"615\" height=\"461\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/F5Q6G_7vUAc?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;anno dopo i Boomtown Rats pubblicarono un altro disco bello, <em>The Fine Art of Surfacing<\/em>, di cui \u00e8 facile ricordare il singolone trascinante, <em>I Don&#8217;t Like Mondays<\/em> (<a rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"bello anche il video (apre in una nuova scheda)\" href=\"https:\/\/youtu.be\/-Kobdb37Cwc\" target=\"_blank\">bello anche il video<\/a> girato alla maniera del &#8216;Villaggio dei dannati&#8217;): la giovane Brenda Ann Spencer nel 1979, uscendo per andare a scuola, comp\u00ec quella che \u00e8 considerata la prima strage scolastica americana e alla domanda sulle ragioni che l&#8217;avessero spinta la risposta fu, ovviamente, \u00abNothing&#8217;s happening today. I don&#8217;t like Mondays\u00bb e tutta un&#8217;altra serie di banalit\u00e0.<br>Due anni dopo i Boomtown Rats pubblicarono il loro ultimo disco menzionabile, <em>Mondo bongo<\/em>, di cui il singolo <em>Banana Republic<\/em> \u00e8 una vetta che mi piace frequentare spesso e contiene elementi di puro genio musicale, a parer mio. Poi fu discesa, fino allo scioglimento subito dopo il Live Aid, appunto, causa assenza di contratto e di case disposte a sottoscriverne uno. A seguire, Geldof ebbe una discreta carriera solista, in bilico tra la professione e l&#8217;hobby (tra tutti, ricorderei <em>The Vegetarians of Love<\/em>).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ricordo che Trostfar, gentilmente, raccoglie tutte <em>leccanzoni <\/em><a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/open.spotify.com\/playlist\/78zrU0MLE99mmLM19FxnNd\" target=\"_blank\">in una pleilista comoda comoda su spozzifai<\/a>, grazie.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ed ecco, in conclusione, la buona notizia di oggi: i Boomtown Rats sono tornati, \u00e8 uscito oggi <a rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"il nuovo singolo Trash Glam Baby (apre in una nuova scheda)\" href=\"https:\/\/youtu.be\/OHz8KXWJkzQ\" target=\"_blank\">il nuovo singolo <em>Trash Glam Baby<\/em><\/a> che anticipa il disco <em>Citizens Of Boomtown<\/em>, in uscita a marzo. Io dico ovviamente &#8216;bene&#8217; e se poi seguisse pure un tour ne sarei estremamente lieto. <em>Once in a lifetime<\/em>.<br><em>Tutturuttutttutututu<\/em>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nessun grande seguito ma nella ristretta cerchia degli affezionati, tra i quali mi annovero, i Boomtown Rats sono oggetto di un vero e proprio culto.Va bene, stabiliamo i facili collegamenti: il Live Aid, presente? Esatto, il maxi-concerto del 1985 organizzato per raccogliere fondi per contrastare la carestia in Etiopia. 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