quando salirò sulla cima della montagna più alta…

Walter Bonatti, come sempre, sarà già là.
Addirittura più grande come uomo che come alpinista (e le due cose vanno insieme), fu il mio idolo, non esagero, quando mi dedicavo alle vette piccoline e non avevo nulla dell’infante prodigio. Ed era bello leggerlo, come lo è ora: perché anche lui, per la sua parte, mi ha insegnato una cosa importante: il senso per la giustizia. Grazie, sul serio.
(e perdonami se ti ho messo vicino alla schifezza qui sotto, certe cose capitano per caso).

  • Set 14th, 2011 at 17:44 | #1

    Aggiungo, tra le eredità pesanti del Bonatti, anche un forte senso della misura, che si è affinato dall’asciuttezza dei gesti a quella delle parole, dal tirarsi fuori dalle cose arrdite e fasciodesie, fino alla composta rivendicazione della vicenda cappaduesca, al pensarsi non come modello ma come individuo. E ovviamente, il senso della misura nel confronto con la montagna.
    Grazie Trivigante.

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