Hernoul-le-Fin avec sa femme

Il quadro è il “Ritratto dei coniugi Arnolfini” di van Eyck: enigmatico, ricco di simboli non del tutto chiari, allegorico di certo. Uno dei ritratti di soggetto privato più antichi che si conosca, di certo richiede una lunga osservazione e attenzione non comune.

Da vicino, guardato con calma, schiude molti particolari non comprensibili a prima vista. Per esempio lo specchio alle spalle della coppia.

Di dimensioni minime, cinque centimetri circa, lo specchio ha una cornice intarsiata di medaglioni che rappresentano scene della passione di Cristo e, nel tondo centrale, lo specchio vero e proprio, si vede la scena rappresentata da van Eyck con, almeno, un paio di sorprese: prima di tutto due figure che stanno di fronte alla coppia. Chi sono? Uno forse il pittore, in un ribaltamento di prospettiva alla Velazquez? Può essere. E la donna, chi è? Qual è il significato della loro presenza? E la seconda sorpresa? Non c’è il cane. Non si riflette.

Sopra lo specchio, la firma di van Eyck, «Johannes de eyck fuit hic 1434»:

Non «fecit», ma «fuit hic»: ‘è stato qui’, o ‘è stato questo (uomo)’. Altri particolari da indagare, sui quali inventare storie, ipotesi o teorie strampalate. Per dirne un’altra, la cornice – oggi perduta – era quasi tutta ricoperta di scritte che, forse, avrebbero aiutato a decifrare pienamente il messaggio. O, magari, a ingarbugliarlo. E l’unica candela accesa?

Ho qui riportato solo una piccola parte degli interrogativi aperti sul quadro di van Eyck, pittore importante, colui che perfezionò la tecnica della pittura a olio ed ebbe mano finissima come dimostra il suo magnifico autoritratto. I suoi “coniugi Arnolfini” sono uno dei quadri più noti e apprezzati della nostra epoca, come dimostrano i numerosissimi omaggi, tra cui:

Ma se il “Ritratto dei coniugi Arnolfini” ha suscitato la curiosità di qualcuno, allora consiglio caldamente la lettura di un volumino appassionante, che scorre via tutto d’un fiato, dedicato proprio all’osservazione e all’interpretazione del quadro: Jean-Philippe Postel, Il mistero Arnolfini. Indagine su un dipinto di Van Eyck.

L’autore non è uno storico dell’arte né uno specialista, bensì un medico appassionato: il che, certamente, offre uno sguardo diverso e puntiglioso, scientifico, che ben si adatta all’indagine minuziosa di un quadro di questo tipo. Bello.

2 commenti su “Hernoul-le-Fin avec sa femme

  1. Stavo per scrivere che questi post sono quelli che più mi fanno apprezzare quello che fai qui, ma poi non è vero, perché alla fine sono tutti.
    Io accolgo, pregustandomi la lettura (ho ordinato il libro), il consiglio.
    Grazie.

  2. Sei gentile, come sempre. Spero ti piaccia, è una bella incursione in una vita altrui (van Eyck) e in vicende che la storia ha nascosto (lei, lui, i personaggi nello specchio, un mondo scomparso): serve ascoltare, più che altro.

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