stuck inside a world I knew I’d never been

E poi, dopo i Jet, è capitato il concerto di fine estate: Nic Cester & The Milano Elettrica al Castello Sforzesco, ieri sera.

Nell’universo non tanto parallelo della sua carriera solista, ha suonato «Sugar rush» con una band numerosa, due fiati, quartetto d’archi, tastiera, chitarra, basso e – cosa difficile da vedere – due batterie. Il che significa anche due batteristi, a volte in aggiunta e, a volte, in simultanea. Questa è «Psichebello», ripresa da me medesimo.

Bel concerto, tante cose, persino un jettiano come me ha molto apprezzato (a proposito: nonostante non mischi mai i progetti, ieri sera una dei Jet l’ha fatta, adattata al contesto), ormai si vede che – nonostante il tùr estivo – questo è il suo progetto principale. Benissimo così, allora, e avanti tutta. Per me, un altro tassello importante che va a posto.

tertium datur, eccome, eccome!

“Di Maio ha detto quindi che la gara per l’ILVA fu insieme legittima e illegittima, parlando di «delitto perfetto» e lasciando intendere che il governo continuerà le trattative con ArcelorMittal nonostante sia aperto alla possibilità di annullare la gara che ha assegnato ILVA ad ArcelorMittal se dovesse presentarsi un nuovo soggetto con una valida offerta di acquisto”.

Legittima e illegittima allo stesso tempo? Ecco, lo sapevo, è arrivato quel momento in cui io non riesco più a seguire alcune cose. Di Maio è una.
Sia chiaro: da oggi, la logica e il ragionamento in Occidente funzionano in modo diverso. Gatto, scatola, vita e morte contemporaneamente.

lei è bandito per sempre dal nostro albergo

Tra un paio di settimane saranno quarant’anni dalla scomparsa di Keith Moon.

Sì, il batterista degli Who, quello che sfasciava stanze e strumenti, che aveva raddoppiato la grancassa per potenziare il suono, che suonava come pochi altri, secondo forse solo a Bonham, per parlare di rock: basti ascoltare I can see for miles e tutto sarà chiaro e senz’altro indiscutibile.
Oggi, lui, avrebbe festeggiato.

dopo il Limbo stavvi re Minosse, giudice dei dannati

La vicenda del visitatore che al museo casca dentro un’opera d’arte contemporanea continua a farmi ridere parecchio. Non so cosa avrei dato per esserci, per assistere davvero alla fruizione dell’arte da parte del pubblico.
Dettagli, non secondari: il museo è il museo Serralves di Porto, l’opera d’arte è “Discesa al Limbo” di Anish Kapoor, la data è ieri o l’altro ieri.

E un dettaglio piuttosto importante: il turista è italiano. Perché all’estero nessuno come noi, ihih.

Qui sopra, Kapoor con il suo Limbo. L’esposizione è questa, per coloro che volessero caderci dentro. Il turista è stato riportato al mondo terreno, scampando a una sorte mica tanto bella.

Aretha, inarrivabile

Franklin

Mi spiace davvero, Aretha Franklin è mancata da poco e non sarò certo io a dire quanto ha dato alla musica soul: posso dire quanto mancherà a me, ovvero molto.
Faremo bene a pensarci.

Tre suoi dischi da mettere sul piatto ora: I Never Loved A Man The Way I Love You (1967), Lady Soul (1968), Young, Gifted and Black (1972). Quattro, con il fondamentale live al Fillmore West del 1971.

Poco tempo dopo Matt “Guitar” Murphy, tra l’altro.