«è gente impazzita d’automobilismo»

Ceronetti se n’è andato, da novantenne come è nell’ordine delle cose. Indigente, beneficiario di Bacchelli, e questo no, questo non avrebbe dovuto essere.
Marziale, Giovenale, Catullo, Orazio, il libro di Giobbe sono alcune delle sue magistrali traduzioni, ma è con Un viaggio in Italia e il di poco successivo Albergo Italia, i suoi piccoli e straziati saggi di viaggio nel nostro paese, che io son venuto su e mi sono educato. Male o bene che sia, questo non dipendeva da lui, ovvio.
E io gliene sono grato.

i butei

Dopo aver letto Questa pazza fede. L’Italia raccontata attraverso il calcio di Tim Parks, raccontone in cui – capitolo per capitolo – lo scrittore inglese narra il campionato del Verona in serie A 2000-2001, i butei dell’Hellas Verona mi son simpatici.

Sarà la vicinanza, sarà una certa comunanza culturale, sebbene ovviamente loro rigurgitino atteggiamenti fascisti e razzisti qua e là, sento una certa comunione. Un po’ come accade con certi parenti, che sono tuoi anche se non li apprezzi troppo e, in qualche maniera, gli vuoi bene.
Ma quando accade che esprimano il loro genio, allora son contento di non esser troppo lontano. Per esempio, quando in curva esposero questo supremo, sommo, altissimo striscione:

Perché proprio quell’anno il Verona (scusate: l’Hellas Verona, non sbagliare) disputò lo spareggio per la salvezza contro la Reggina. E Dio non la salvò ma, guarda te, salvò l’Hellas. Gloriaddei.
E come non intenerirsi quando Gloria, dei butei del gruppo 1 luglio 2004, va a vedere la Gioconda e decide di farsi una bella foto da mandare ai ragazzi (con didascalia: “Sullo sfondo (naturalmente in secondo piano) la Gioconda di Leonardo da Vinci“)?

Per il libro di Parks, molto divertente a tratti, valga come recensione la lettera di una signora di mezza età di Birmingham, riportata nell’introduzione:

“Se avessi capito anche solo per un momento che il libro parlava di calcio”, scrisse, “non l’avrei mai comprato, non mi sarei mai sognata di comprarlo. Odio il calcio. Pensavo che fosse uno dei suoi bei libri sull’Italia. Ma dopo poche pagine mi è piaciuto. Mi piacciono tantissimo le persone di cui parla. E alla fine ero davvero in pena per la possibile retrocessione. Da non credere!”.

“Vogliamo Laursen Re”.

settembre, il mese della frutta fresca

Settembre, andiamo. È tempo di ascoltare, per fortuna.
Esce ora il disco dei Metric, che aspetto da luglio, iddio benedica sempre Emily Haines e la conservi: Art of doubt.

In linea con Fantasies del 2009, disco bellissimo, quindi tutto molto bene.
Poi, per non restare indietro, Paul Weller esce con True meanings, che è proprio fresco fresco e tutto da testare. Ma non tradisce mai, PW.

E di oggi, giornata fortunatissima, è anche Slipstream di Andrew Stockdale, secondo disco solista di quello che è (era) la mente, la guitarra e il tutto dei Wolfmother.

Son quei giorni belli, in cui i dischi cascano come frutta matura e uno – io – non deve fare altro che ascoltarli e, se possibile, goderne: che meraviglia, e c’è gente che si lamenta, io non so.

promemoria: comprare le uova

Mapporc… Basta, non crederò mai più a nulla.

Lo so che sono un ignorante, infatti l’ho scoperto solo ora. Oggi.
Niente sarà più lo stesso.
Come cosa? Beh, che le uova in natura sono solo bianche. Bianche! E che il bel color marroncino-uovo è frutto di una scelta precisa e di vitamine nei mangimi: richiama la natura e i paesaggi di campagna, e fa vendere più uova. E la scelta è culturale: noi italiani preferiamo il guscio d’uovo colorato, negli Stati Uniti, per dire, prediligono il bianco. E io a pensare che fosse questione di galline…
Come si chiama, ‘sta cosa? Neuromarketing. E io sono appena sceso dalla montagna del sapone, eccome.

[Ah, e non si pensi che la colorazione interna sia naturale… Eh no, la preferenza del consumatore comanda anche dentro].

stuck inside a world I knew I’d never been

E poi, dopo i Jet, è capitato il concerto di fine estate: Nic Cester & The Milano Elettrica al Castello Sforzesco, ieri sera.

Nell’universo non tanto parallelo della sua carriera solista, ha suonato «Sugar rush» con una band numerosa, due fiati, quartetto d’archi, tastiera, chitarra, basso e – cosa difficile da vedere – due batterie. Il che significa anche due batteristi, a volte in aggiunta e, a volte, in simultanea. Questa è «Psichebello», ripresa da me medesimo.

Bel concerto, tante cose, persino un jettiano come me ha molto apprezzato (a proposito: nonostante non mischi mai i progetti, ieri sera una dei Jet l’ha fatta, adattata al contesto), ormai si vede che – nonostante il tùr estivo – questo è il suo progetto principale. Benissimo così, allora, e avanti tutta. Per me, un altro tassello importante che va a posto.

tertium datur, eccome, eccome!

“Di Maio ha detto quindi che la gara per l’ILVA fu insieme legittima e illegittima, parlando di «delitto perfetto» e lasciando intendere che il governo continuerà le trattative con ArcelorMittal nonostante sia aperto alla possibilità di annullare la gara che ha assegnato ILVA ad ArcelorMittal se dovesse presentarsi un nuovo soggetto con una valida offerta di acquisto”.

Legittima e illegittima allo stesso tempo? Ecco, lo sapevo, è arrivato quel momento in cui io non riesco più a seguire alcune cose. Di Maio è una.
Sia chiaro: da oggi, la logica e il ragionamento in Occidente funzionano in modo diverso. Gatto, scatola, vita e morte contemporaneamente.