weird stock pictures pt. 1: nonne, smartwork, saldature, patate

La spiego brevissima per i non addetti: esistono dei repertori di immagini a pagamento in cui i grafici o chiunque ne necessiti può acquistare immagini ad alta risoluzione per i propri scopi, di solito volantini, slides, manifesti promozionali. Pensate alle foto del tizio in spiaggia col portatile, la ragazza sorridente dal dentista, la gente in riunione in ufficio fico e così via. Chiunque può aggiungere e mettere in vendita le proprie foto in questi portali a patto di rispettare certi criteri di qualità. Qualità dell’immagine, per lo più, non del contenuto.

Ed ecco che, eheh, chi bazzica per tali repertori come me si imbatte ogni tanto in soggetti molto molto interessanti, perfettamente acquistabili e utilizzabili. Ne cadauno alcuni, immaginateli nel contesto, ovvero presentazioni, formazioni, promozioni.

Le lezioni di vita della nonna.

Signora, il suo compiuter è spento.

Chiamo l’ambulanza? (O: avete mai tenuto in mano un saldatore?).

E per finire questo giro, una difficile persino da titolare.

Io adooooro stare al mondo. Davvero.

woo-hoo

Preso.

Nel 2013 nella pianura belga tra il Grande Boh e suppergiù Inculonia con gli amici andammo al concerto dei Blur, cominciò alle due di notte e fu il più divertente concerto in assoluto della mia lunga carriera. Alle tre di notte di una caldissima estate a saltare a ritmo di Song 2 fu magnifico. Qui se ne può avere un’idea ma da dentro è molto molto meglio.

Naturale, quindi, andare ora, alla reunion. Oddio, naturale per me. I compagni di allora non sono più molto disponibili, ormai. Ma mica loro in particolare, capita a molti. Lo capisco, l’età, i figli, il lavoro, la partita il giorno stabilito, le vacanze, il compleanno della suocera, quell’incontro così importante, la chat dei rappresentanti di classe, il ruolo di educatori, la routine confortevole, la scuola che indice le riunioni, quell’insegnante che non va bene, l’orientamento, i turni, la dad, la pigrizia. Il comfort. Lo capisco. Sempre un po’ stanchi, sempre un po’ provati, spesso con quell’aria di portare il peso del mondo sulle proprie spalle. Lo capisco.

Anzi no. No. Non è che lo capisca, in fondo. E l’avventura? L’epica nel quotidiano? I Blur sono nostri, siamo noi, anche loro hanno i figli, la chat dei rappresentanti di classe, siamo coetanei. Sono certo che ci sia un modo, un equilibrio, è possibile, qualcuno lo fa. No, non lo capisco. Va bene. Allora scegliete la vita, scegliete un lavoro, scegliete forse un aumento ogni tanto, scegliete un maledetto televisore a schermo talmente gigante che nemmeno si poteva immaginare nel 1996; scegliete gli sconti di amazon, bimby, aspirapolveri dyson e macchine per il pane; scegliete di sedervi su un divano a spappolarvi il cervello e ad addormentarvi perché siete abbonati a Netflix, Disneyplas, Amazon Praim, Raiplei e c’è la nuova serie di starwars in 4k.

Scegliete il futuro. Scegliete la vita. Scegliete di lamentarvi quando siete fuori con gli amici. Avete fatto la vostra scelta, è giusto così. Ma siate onesti, perché non è questione dei Blur o di chiunque altro, sono come sempre un pretesto per un’avventura. Ci vediamo là fuori, da qualche parte.

e anche quest’anno s’è lavorato

Fine anno, tempo di bilanci. Tempo di Wrapped su Spotify.

Che dire? Ringrazio la mia famiglia, tutti quelli che mi vogliono bene e, ovviamente, gli amici del baretto. (In realtà meno bene, l’anno scorso avevo totalizzato 52.483 minuti, molto molto meglio. Più impegno, trivigante, su).
Prima posizione: Metric. Nei cinque, Vivaldi e Cardigans. Simple song degli Shins la canzone più ascoltata.

aumento dei pollici, aumento dei fondi, aumento dell’ottimismo: aggiornamento

Alla luce di una piccola prova che ho fatto, devo rivedere parzialmente alcune mie affermazioni dell’altro ieri sulla dotazione finanziaria dei parlamentari italiani per l’acquisto di devices tecnologici: cinquemilacinquecento euro è poco, molto poco, non ci si compra quasi nulla. Un paio di cuffiette, ecco, manco le rotelle del mac pro.

Vedere il totale. Certamente ben spesi per un tera e mezzo di ram, utilissima.

aumento dei pollici, aumento dei fondi, aumento dell’ottimismo

La scorsa legislatura la dotazione per l’«aggiornamento tecnologico» per ogni deputato era di 2.500 euro. Il 24 novembre una delibera dei questori Paolo Trancassini di Fratelli d’Italia, Alessandro Manuel Benvenuto della Lega e Filippo Scerra del Movimento 5 Stelle ha portato il rimborso a 5.500 euro (+120%) per l’acquisto di portatili, tablet, cuffie, monitor. Il limite sui monitor nell’ultima legislatura era 32 pollici, ora sono 34. Meno male.

Non è finita. Fino alla legislatura appena conclusa erano previste delle penali su questi fondi, che venivano decurtati in caso un parlamentare non partecipasse ad almeno il 50% delle sedute in aula o non presentasse almeno l’80% delle proposte di legge o degli atti ispettivi in formato elettronico, per risparmiare sulla carta. E ora? Sparite, che domande.
Ma tranquilli, meno deputati, meno costi.

cos’è il genio?

«È fantasia, intuizione, decisione e velocità d’esecuzione», dice il saggio. Ed è vero, perché servono tutte queste cose insieme per fare anche una cosa che pare piccola ma non lo è:

E direbbe il marketing: viaggia nel tempo, ringiovanisci di cinque anni; torna a non sapere cosa sia il covid, gioca 3-8-42-48-61-72 al superenalotto nel concorso nº142 del 26 novembre 2022.

luoghi fotogenici

Dai, un giro su tinder a Berlino:

Tanto carucce, peccarità. Ma chi glielo spiega che quel posto così bello, così fotogenico, con tutti i parallelepipedi di cemento uno alto uno basso tutti belli allineati, altro non è che il memoriale per le vittime dell’olocausto?
So’ rregazzi, anzi regazze, è per quello? Mah, in parte, per lo più perché è Berlino a essere così: «è una città difficile, da capire e da attraversare. In generale, i luoghi restituiscono in parte o per il tutto quello che uno va cercando, secondo la propria sensibilità. In particolare, Berlino rimanda memorie e suggestioni diverse a seconda del proprio grado di consapevolezza, è possibile andarsene in giro alla ricerca dei noinuntnoinluftballons e del kabaret oppure trovare l’orrore e la devastazione a ogni angolo di strada, come è ugualmente possibile seguire le orme di Alfred Döblin oppure di Totò e Peppino che, si sa, si divisero a Berlino. È possibile, ovviamente, anche non vedere nulla. Berlino restituisce a seconda di ciò che uno ha dentro». Bello quando uno, io, le cose le ha già dette e si può citare. Forse tendo a ripetermi.
Credo sia ancora vero, se poi le fanciulle di tinder sappiano ed esticazzino o non sappiano proprio, io dir non saprei.