belpaese

Il signor Franco Alfieri è diventato il nuovo sindaco di Capaccio Paestum.
Per festeggiare, qualche giorno fa, un bel corteo di ambulanze lampeggianti.

Amenità da bel Paese? Può darsi, ma c’è di meglio.
Alfieri, detto «il re del pesce fritto», è già stato sindaco di altri due paesoni del Cilento (sindaco professionista, quindi, figura da considerare per il futuro), è consulente del governatore De Luca per l’agricoltura, caccia e pesca, ed è indagato per «voto di scambio politico-mafioso con l’aggravante del metodo mafioso».

Non male.
Sostenuto da otto liste senza simboli riconoscibili (il PD, intendo, e le amicizie deluchiane), cosa che si fa solitamente quando si possiede il territorio, ha stretto apparentamenti anche con Lega e Fratelliditalia, andando a vincere. Ed ecco le ambulanze festanti.
Le ambulanze sono del suo amico Roberto Squecco, condannato in via definitiva per «tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso» e la cui moglie è stata eletta nella lista di Alfieri. Doppia festa, quindi.
Ma se le ambulanze sono in giro a festeggiare allora la gente muore? Sì, ma va tutto bene: anche le pompe funebri di Capaccio Paestum sono del buon amico Squecco, quindi ciò che esce da una mano rientra nell’altra.
Il trucco è chiaro: basta gestire il sistema di qua e di là, badando a fornire tutti i servizi. Così si vince sempre.

Occhio, quindi: qui non è una questione di destra o di sinistra, anche se Alfieri di casa abita sufficientemente vicino al PD, ma di paese reale, che si muove – legalmente il più delle volte, se non è proprio necessario forzare la mano – a seconda dell’opportunità del momento senza mai squassarsi. Istruttivo.

arte a Venezia

In questi giorni di Biennale è apparso uno stencil su un muro a Campo Santa Margherita.

foto di Lapo Simeoni

Non difficile individuarne la mano, direi con buona certezza. Il salvagente vestito dal bambino, il razzo di segnalazione, i piedi nell’acqua dicono molto, puntando l’attenzione sulla questione sbarchi e migranti.

foto di Lapo Simeoni

Pare siano passati tre o quattro giorni prima che qualcuno l’abbia notato. Notevole, Banksy, anche stavolta: è tornato finalmente alle cose che lo contraddistinguono – più dei numeri da Sotheby’s, a parer mio – e alla sua modalità colpisci-e-fuggi, lasciando al tempo, al caso e all’attenzione altrui l’eventuale scoperta del lavoro.

mobbing

Crudeltà. Non conosco altra parola per definire ciò che ho trovato questa mattina alla mia scrivania.

L’umarèl che sovrintende al mio lavoro e a tutto ciò che mi circonda, dicendo spesso: «Ah, voi lo fate così?», il mio fido compagno di lavoro, attento e scrupoloso, impiccato. Sì, impiccato.
Questo è mobbing diretto a me, mobbing del peggiore, vogliono costringermi a lasciare, Loro, perché sono scomodo, perché i poteri forti lo vogliono. Ma io non mollo. Nonononononono. Resto.

(Ah, l’ho salvato ora l’umarèl sta bene, fiuuu. Anche se non avrei dovuto salvarlo così).