satellite of love #64: taluni chiamati romani vanno la casa

Un altro giro dal satellite, per svagheggiare. Sulla punta della penisola dalla quale si gode la migliore vista in assoluto del lago di Garda e del monte Baldo a destra, la villa romana di Sirmione – la più grande e imponente di tutto il nord Italia – mostra ancora oggi il significato di alcuni aggettivi quali, per esempio, sontuoso e nobile.

Alcuni ambienti della villa, spesso citata come la villa di Catullo senza che ve ne sia prova, tradizionalmente sono chiamati l’Aula a tre pilastri, il Lungo corridoio, la Trifora del Paradiso, il Grande Pilone, la Grotta del Cavallo, il Grande Oliveto e l’Aula dei Giganti, tanto per dare un’idea delle dimensioni. Che contano.
La villa rimase sempre in vista, tanto che alcune parti furono riutilizzate in costruzioni successive, e fu oggetto di visite anche in tempi passati non troppo passati, per esempio da parte di Palladio che voleva studiare le cose eleganti.
Principio che vale ancora oggi, se non di più: visitare, imparare e riempire l’animo di bellezza e armonia.

song of the day: Silversun Pickups, ‘Lazy Eye’

I Silversun Pickups sono una band americana in giro da una decina d’anni con quattro album all’attivo. Dopo essere andati in tour con OK Go, Wolfmother e Snow Patrol, nomi belli, hanno fatto da gruppo di apertura per Foo Fighters e i grandissimi Kaiser Chiefs, che voglio dire. Dal loro primo album uno tra i loro singoli che preferisco, Lazy eye.

Poi, a differenza di tanti altri, non si sono persi per strada ma, anzi, hanno continuato a scrivere con qualità piuttosto alta, basti citare Substitution (bel video), Panic switch (ah, il ritornello), la notevole Kissing families e la bellabella Little lover’s so polite. Pian piano che si procede negli album, in senso cronologico, appaiono elementi di elettronica qua e là, il che non varia il mio giudizio: band molto molto interessante. Da seguire.

cose da fare in questi anni #706

Una delle cose musicali più interessanti da fare in questi anni potrebbe essere: andare a sentire a New York il primo novembre prossimo Kurt il Vile, che è un sessantenne travestito da ventenne di grande qualità e spessore, come dimostra Pretty pimpin’, che suona con Courtney Barnett, della quale non so più come parlar meglio di quanto abbia già fatto.

Questo perché per provenienza e per musica il lato est del continente sarebbe quello più appropriato. A sud le Larkin Poe ma non è il caso di divagare. Comunque, un bel tour insieme – il merito è della Matador records, chiaro – tour che, direi, attualmente è una delle cose più significative nel mondo musicale suonato con, almeno, una chitarra. Speriamo si spostino a est.

settanta tonnellate di tenerezza

Quaranta metri di titanosauro sono quelli che un’équipe di paleontologi ha scoperto in Argentina: il Patagotitan mayorum, pippiulone di settanta tonnellate dedito alla masticazione delle erbette tenerelle. Ecco una proporzione (quello rossiccio è un femore):

Il che fa così, più o meno:

By CHUCAO – Own work, CC BY-SA 3.0

Non sappiamo ancora se fosse già cresciutello o fosse ancora in fase di adolescenza: se così fosse ci saranno dei suoi simili più grandi e lui dev’essere certo stato in quella fase parecchio rompina dello sviluppo.

La scoperta è del 2014 ma solo ora il nome è stato validato: Patagotitano pippiulone. Pare sia la creatura terrestre più grande che abbia mai popolato la terra, più grande persino di Mario Adinolfi, anche se è dura da credere.

song of the day: Car Seat Headrest, ‘Drunk Drivers/Killer Whales’

L’ho già detto ma il pezzo, poi, ha preso il sopravvento, It doesn’t have to be like this, e ha occupato tutto lo spazio possibile nella mia scatola cranica.

E fin qui, tutto bene. Però nel disco c’è un sacco di altra ottima roba tra cui la strepitosa Just What I Needed/Not Just What I Needed, ripresa da un vecchio pezzo dei Cars, che ultimamente sta avanzando nei miei ascolti: per sentirla tocca o comprare il disco, eddai, o andare su quei servizi brutti che ti danno la musica senza darla veramente (qui, la cinque). Tra l’altro sono completamente d’accordo con lui, ci sarebbe davvero bisogno di porno fatto bene.
Comunque, CSH si conferma il disco dell’anno in quest’anno, cioè del 2016 che io ho davvero scoperto nel 2017. Bella scoperta.

fine della vessazione

Avere un telefono con le mappe, che fa il calcolo percorso, che trova, sceglie e prenota alberghi, che prenota e compra biglietti di aerei, navi, taxi, che noleggia cose e le restituisce, che ricarica le carte prepagate e che invia mail e messaggi, non serve a un cacchio, o quasi, quando uno è a casa.
Se uno è in viaggio, allora sì che la cosa è favolosa. A poterlo usare, vista la criminale imposizione del roaming (stronzoli).
Ma la vessazione, ora, è finita.

E, infatti, è stato bellissimo. Finalmente. Giuro, non pensavo che l’avrei visto da vivo.